giovedì 16 febbraio 2012

Scaricare libri gratis

Data la recente chiusura di Library.nu, un sito che offriva migliaia di ebook piratati e gratuiti, vi do un paio di consigli su come leggere a scrocco i vostri libri preferiti.

Recatevi alla biblioteca del vostro paese e iscrivetevi. La tessera in molti casi è gratuita, in altri casi si pagano pochi euro l'anno. Con questa tessera potete accedere a migliaia di libri gratuitamente e ultimamente, con il servizio di Medialibrary, ad un vasto repertorio di prodotti multimediali.

Scaricate un libro dalla vostra biblioteca più vicina.
Non volete correre il rischio di passare come terroristi, vero? Non volete spendere centinaia di euro per un lettore Ebook che poi potrebbe cancellarvi i file, che potrebbe accedere alle vostre informazioni personali senza consenso, che non vi permetta di tenere qualcosa, un ebook, che voi avete regolarmente acquistato e che non potete neanche prestare al vostro migliore amico.
Il costo dei libri è aumentato a dismisura. Ormai è difficile comprare un libro a meno di venti euro. I tascabili costano più di dieci euro in molti casi, ovvero quanto pagavamo una volta un libro a copertina rigida e rilegato. Un ebook costa almeno 2/3 del libro normale quando invece dovrebbe costare due o tre euro.
Lasciate stare. Con quei cento euro di lettore Ebook potete abbonarvi alla vostra biblioteca per almeno dieci anni.
Dovete sostenere le vostre biblioteche, non le multinazionali.

domenica 12 febbraio 2012

Il messaggero

Arriva, dopo mesi di estenuante attesa, il terzo ed ultimo capitolo della saga di Lois Lowry dedicata alla fantascienza distopica per ragazzi. La saga, iniziata con estrema bravura tramite The giver e continuata con sufficiente accortezza in La rivincita, ha in questo terzo volume, Il messaggero, il suo giusto epilogo (1).

Il libro arriva in Italia con otto anni di ritardo. Il primo volume di questa trilogia fu pubblicato inizialmente dalla Mondadori con il titolo Il mondo di Jonas. Poi, purtroppo, decisero di non continuarono la saga. Forse i tempi non erano maturi, forse il successo di Bambini nel bosco di Beatrice Masini e Metò di Yves Grevet ha dato il giusto input per convincere quelli della Y Giunti a pubblicare questa interessante saga dedicata alla fantascienza distopica, un genere non troppo usuale per quanto riguarda la letteratura per ragazzi ma che ultimamente ha avuto un discreto proselitismo anche in Italia, cito tra gli altri Oltre la soglia di Tito Faraci, che comunque è, forse e giustamente, più influenzato dai fumetti che dalla letteratura di genere.
Il messaggero è già disponibile in libreria.

Sinossi da IBS:
Quando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi "la Belva fra le Belve". Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l'assegnazione del suo vero nome: "Messaggero". Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere.

Potete leggere qualche pagina qui:
http://y.giunti.it/images/stories/sfogliabili/IlMessaggero/

(1). In realtà sul sito della Y Giunti vedo scritto: Lois Lowry ci ha fatto sapere che sta scrivendo un quarto libro della saga di "The Giver".  "Il Messaggero" diventa quindi un nuovo fondamentale episodio di una ben più ampia storia, che non dovete assolutamente perdere.
Comincio a odiare le saghe...

martedì 7 febbraio 2012

Versatile blog Award

Che d'è? E' un modo per spammarsi a vicenda e aumentare un po' di accessi. Lo faccio anch'io, nonostante abbia difficoltà a raccontare cose di me stesso.
Per la segnalazione di questo "spamma tu che spammo io così fornichiamo virtualmente"  ringrazio tanto Dalailaps
Ringrazio inoltre Davide La Rosa per aver linkato questo blog e avermi fatto fare ben 124 accessi in un giorno. Un record. E ovviamente ciò che scrivo non interesserà a niuno di essi, quindi La fenice tornerà nella media dei 50 hits al giorno. Che di questi tempi è già qualcosa. Speriamo che non tassino pure questi.
The Most Versatile Blogger Award richiede di parlare un po' di sé e di linkare altri blog. Dato che sono asociale nella vita reale quanto in quella virtuale non ho molto link. Segnalo  http://tanzaku.wordpress.com/  un blog di Haiku della mia amica Etain.

Adesso veniamo a noi. Mi ero riproposto (è nella mission di questo blog) che avrei parlato sempre di libri. Quindi qualcosa sui libri devo metterci per non essere OT.
Sette cose di me che non ho mai detto, almeno qui.

1 - Il mio primo e unico romanzo letto da bambino è stato Le avventure di Tom Sawyer. Forse questo l'avevo accennato, ciò che non ho detto è che quel libro aveva le pagine strappate e dovetti saltare ampi stralci di storia. Leggere tanta letteratura per l'infanzia oggi è un modo forse per compensare quella frustrazione.
2- Le volte in cui ho versato lacrime per un film o telefilm:
   * Antarctica, uno struggente finto documentario in cui dei cani vengono abbandonati al polo sud e
       muoiono  uno dopo l'altro.
   * Schindler's list. Per ovvi motivi. In particolar modo la scena con il treno pieno di bambini.
   * Up. Uno dei migliori, se non il migliore, film della Pixar.
   * Il finale della serie televisiva Six feet under.
   * La morte di Piton (Snape) nel film.
   * Smallville. Il finale in cui Clark Kent sul tetto di un palazzo si strappa la camicia mostrando il simbolo di
      Superman
3- Quando avevo (credo) sui 17 o 18 anni programmai un virus in linguaggio assembly e lo feci girare nella mia scuola. Credo che più di un hard disk ci abbia rimesso le penne. Lo feci perché il mio prof. di informatica mi mise un misero SEI in un compito in classe che definire "perfetto" era poco. Gli ero antipatico. Questo è il motivo per cui poi non ho intrapreso con decisione la carriera universitaria e ho abbandonato quasi subito. Credo che questo reato sia caduto in prescrizione. Spero.
4- I romanzi che non ho letto o finito di leggere e di cui di norma uno si vergogna di non averlo fatto e dice..."eh sì, l'ho letto vent'anni fa... ma non mi ricordo molto".
  * I fratelli Karamazov
  * Ulisse di Joyce
 * Il nome della rosa. Ho letto che Umberto Eco vuole riscriverlo proprio perché lo ritiene pesante e vuole renderlo fruibile anche a noi umili mortali. Vedremo frati che sbrilluccicano? No, non lo fare dottor Eco, lasciaci pensare che abbiamo ancora molto da imparare.
 * Cime tempestose. Mi sono fermato a 80 pagine dal termine. Sto recuperando con l'audiolibro.
5- L'unica casa editrice che si è interessata al mio manoscritto è stata la Mondadori. Non l'ho mai detto prima, non volevo farlo. Tanto non penso che scriverò altro.
6- Uno dei miei cartoni animati preferiti, se non il mio preferito in assoluto, è Candy Candy. Mi piace perché è un vero e proprio romanzo di formazione sotto forma di animazione. E' una bella storia, bei personaggi. Ho anche aperto una fan page su Miss Pony e Suor Maria su facebook.
7- Quando vedo dei cani abbandonati mi prende un'angoscia indescrivibile. Appena potrò aprirò un rifugio per cani abbandonati. Non nel polo sud, ovvio.
 

giovedì 2 febbraio 2012

In materia di naufragi e capitani


Ho rivalutato in gran parte Cuore, non tanto per gli argomenti trattati perché parlare di sentimento nazionale, di valori famigliari e quant'altro è fuori moda, non tanto per la retorica a volte imbarazzante delle lettere dei genitori di Enrico Bottini, al fatto che il personaggio più interessante, Franti, nella maggior parte dei casi viene solo descritto, agisce poco, quanto invece allo stile di De Amicis, diretto ed efficace. Avevo detto che non avrei consigliato questo libro da leggere a un bambino, forse è vero che ci sono romanzi per ragazzi che spiegano meglio ogni cosa (negli ultimi anni questi romanzi hanno affrontato ogni tipo di problematica: multiculturalità, famiglie allargate, omosessualità, dipendenze da droga, abusi in famiglia, ecc.) ma Cuore va letto proprio perché De Amicis è stato un grande scrittore e i valori di fondi sono (comunque) apprezzabili.
Così come è apprezzabile il coraggio di questo capitano. La questione della Costa Concordia ci ha un po' imbarazzato perché, in fondo, il popolo italiano crede molto nei "gradi" e nelle gerarchie, e se qualcuno è "capitano" di qualcosa diamo per scontato che sia il miglior capitano possibile. Non è così, è chiaro. De Amicis ci mostra ciò che doveva succedere, quello che Schettino avrebbe dovuto fare.
Fatelo leggere ai vostri bambini.

Tratto da "Naufragio". Ultimo racconto mensile del libro Cuore.

Il marinaio aveva predetto giusto. Non erano ancora addormentati, che si scatenò una tempesta spaventosa. Fu come un assalto improvviso di cavalloni furiosi che in pochi momenti spezzarono un albero, e portaron via come foglie tre delle barche sospese alle gru e quattro bovi ch'erano a prua. Nell'interno del bastimento nacque una confusione e uno spavento, un rovinìo, un frastuono di grida, di pianti e di preghiere, da far rizzare i capelli. La tempesta andò crescendo di furia tutta la notte. Allo spuntar del giorno crebbe ancora. Le onde formidabili, flagellando il piroscafo per traverso, irrompevano sopra coperta, e sfracellavano, spazzavano, travolgevano nel mare ogni cosa. La piattaforma che copriva la macchina fu sfondata, e l'acqua precipitò dentro con un fracasso terribile, i fuochi si spensero, i macchinisti fuggirono; grossi rigagnoli impetuosi penetrarono da ogni parte. Una voce tonante gridò: - Alle pompe! - Era la voce del capitano. I marinai si slanciarono alle pompe. Ma un colpo di mare subitaneo, percotendo il bastimento per di dietro, sfasciò parapetti e portelli, e cacciò dentro un torrente.
Tutti i passeggieri, più morti che vivi, s'erano rifugiati nella sala grande.
A un certo punto comparve il capitano.
- Capitano! Capitano! - gridarono tutti insieme. - Che si fa? Come stiamo? C'è speranza? Ci salvi!
Il capitano aspettò che tutti tacessero, e disse freddamente: - Rassegniamoci.
Una sola donna gettò un grido: - Pietà! - Nessun altro poté metter fuori la voce. Il terrore li aveva agghiacciati tutti. Molto tempo passò così, in un silenzio di sepolcro. Tutti si guardavano, coi visi bianchi. Il mare infuriava sempre, orrendo. Il bastimento rullava pesantemente. A un dato momento il capitano tentò di lanciare in mare una barca di salvamento: cinque marinai v'entrarono, la barca calò; ma l'onda la travolse, e due dei marinai s'annegarono, fra i quali l'italiano: gli altri a stento riuscirono a riafferrarsi alle corde e a risalire.
Dopo questo i marinai medesimi perdettero ogni coraggio. Due ore dopo, il bastimento era già immerso nell'acqua fino all'altezza dei parasartie.
Uno spettacolo tremendo si presentava intanto sopra coperta. Le madri si stringevano disperatamente al seno i figliuoli, gli amici si abbracciavano e si dicevano addio: alcuni scendevan sotto nelle cabine, per morire senza vedere il mare. Un viaggiatore si tirò un colpo di pistola al capo, e stramazzò bocconi sulla scala del dormitorio, dove spirò. Molti s'avvinghiavano freneticamente gli uni agli altri, delle donne si scontorcevano in convulsioni orrende.
Parecchi stavano inginocchiati intorno al prete. S'udiva un coro di singhiozzi, di lamenti infantili, di voci acute e strane, e si vedevan qua e là delle persone immobili come statue, istupidite, con gli occhi dilatati e senza sguardo, delle facce di cadaveri e di pazzi. I due ragazzi, Mario e Giulietta, avviticchiati a un albero del bastimento, guardavano il mare con gli occhi fissi, come insensati.
Il mare s'era quetato un poco; ma il bastimento continuava a affondare, lentamente. Non rimanevan più che pochi minuti.
- La scialuppa a mare! - gridò il capitano.
Una scialuppa, l'ultima che restava, fu gettata all'acqua, e quattordici marinai, con tre passeggieri, vi scesero.
Il capitano rimase a bordo.
- Discenda con noi! - gridarono di sotto.
- Io debbo morire al mio posto, - rispose il capitano.
- Incontreremo un bastimento, - gli gridarono i marinai, - ci salveremo.
Discenda. Lei è perduto.
- Io rimango.

venerdì 27 gennaio 2012

Il bambino con il pigiama a righe

Segnalazione forse banale per il giorno della memoria. Il bambino con il pigiama a righe è un libro che va letto, e lo dico per quei pochi, spero, che ancora non lo conoscono.
E' importante ricordare ciò che è successo, ma ho l'impressione che ormai più che di memoria si dovrebbe parlare di assuefazione alla memoria, una strisciante accettazione di ciò che è accaduto.
Proprio in questi giorni in Germania è stato pubblicato dopo sessant'anni il Mein Kampf. Personalmente sono contrario ad ogni forma di censura e rogo dei libri (quello l'hanno fatto loro), compreso il Mein Kampf, ma insieme al testo completo spero vivamente che sia stata pubblicata una ricca introduzione su ciò che ha rappresentato Hitler, ciò che ha fatto. Non deve diventare un manuale per neonazisti, deve essere un deterrente.
Dobbiamo pensare allo shoah come qualcosa che non accadrà mai più in maniera così tragica e definitiva, (almeno dalla nostra parte di mondo perché se parliamo della guerre civili in Africa allora...), ma è comunque qualcosa che si ripete in milionesima parte, ogni volta, nella violenza verbale di cui è infarcita la politica, nell'odio che cementa lo scambio di idee; mentre scambiarsi idee, opinioni e punti di vista, soprattutto in politica, dovrebbe essere un momento di arricchimento personale e collettivo. Quando manca questo allora sì che ci dimentichiamo lo shoah.


Il Bambino con il pigiama a righe

Bruno è un bambino di nove anni, figlio di un comandante delle SS, completamente all’oscuro della realtà della guerra e di quanto avviene nella Germania nazista. Un giorno incontra un bambino ebreo, Shmuel, chiuso in un luogo circondato da un recinto. Nonostante ci sia una rete a dividerli, giorno dopo giorno tra i due bambini cresce un’amicizia segreta così forte che li porterà a condividere un uguale destino.

Sito Rizzoli

venerdì 20 gennaio 2012

La lunga oscura pausa caffè dell'anima

Scopro con stupore, affetto e una certa quota di fornicazione mentale, che la Mondadori ha pubblicato un'inedito di Douglas Adams (l'autore di Guida galattica per autostoppisti tanto per capirci). E' il secondo libro della serie dell'investigatore olistico Dirk Gently. Il primo, credo non di proprietà Mondadori altrimenti l'avrebbero pubblicato, è ormai introvabile. Stando a wikipedia di quest'ultimo ne è uscita una edizione per la Rizzoli nel 1989 e una versione Feltrinelli nel 1996. A questo punto il mio diventa un disperato appello: chi ha i diritti di questo libro, LO PUBBLICHI, o almeno ceda i diritti a chi ha intenzione di farlo. Credo che la Mondadori a questo punto possa essere interessata ad avere tutto il catalogo di Adams nella collana Piccola Biblioteca Oscar.
Questo in oggetto è un libro che consiglio pur non avendolo mai letto, datemi il tempo di andare in libreria. Così come consiglio l'intera saga della Guida Galattica e, perché no, anche l'apocrifo autorizzato di Eoin Colfer, ripubblicato anch'esso in economica con il titolo E un'altra cosa...
I fan sappiano comunque che la BBC sta trasmettendo una serie televisiva dedicata a Dirk Gently di cui, per adesso, è uscito soltanto il pilot. Data la buona qualità delle loro produzioni (vedasi Doctor Who, Sherlock, Jeckill!) credo che sia da consigliare a un po' tutti quanti. Magari subbati.
Morale della favola: dateci il catalogo completo di Douglas Adams! Che non è neanche tanto, ma di ottima qualità.

La lunga oscura pausa caffè dell'anima
Descrizione. Da IBS:
Il secondo capitolo delle avventure del "detective olistico" Dirk Gently che si trova invischiato in un pericoloso intrigo internazionale. Tutto inizia in un aeroporto londinese con un misterioso personaggio che tenta di imbarcarsi sul volo per Oslo. Chi è? E cos'ha a che fare con l'esplosione in un impianto nucleare? L'effervescente fantasia di Adams trascina il lettore in un fantasmagorico viaggio tra le antiche divinità nordiche, Odino in testa, svelando i difficili legami familiari tra questi e Thor, il patto diabolico stretto con due ricchi signori inglesi, e quanto sia difficile essere immortale e non avere più nessuno che ti adori.

domenica 15 gennaio 2012

Adotta una parola

Teodora la fornicatrice
La società Dante Alighieri, fondata nel 1889 per opera di alcuni intellettuali tra cui Giosuè Carducci, ha promosso una interessante iniziativa finalizzata alla salvaguardia e tutela del patrimonio linguistico italiano. E' molto semplice: ognuno di noi può scegliere una parola non più di uso comune e utilizzarla al posto del loro corrispettivo moderno, se esiste, o usarla e basta non appena se ne ha l'occasione.
E' invito che rivolgo a tutti i blogger che stanno leggendo: adottate una parola vetusta (anche vetusta è vetusta, in pratica è vetusta al quadrato), e usatela quante più volte potete.
Prima di svelarvi quella che ho adottato io vi linko il blog ufficiale in cui è nata l'iniziativa:
http://adottaunaparola.ladante.it/

La parola è: fornicare

Partiamo dal significato e dall'etimologia: fornicare significa innanzitutto avere rapporti sessuali, di natura non precisata, con una persona di sesso non precisato, anche il proprio. Sinonimo di fornicare è copulare, scopare, trombare. Anche copulare è un termine parecchio inusuale ormai. Altri sinonimi potete trovarli su Tv, Sorrisi e canzoni e riviste simili.
Fornicare deriva da fornice, una struttura architettonica arcuata sotto la quale si radunavano le meretrici per accogliere i clienti. Quindi fornicare significa appunto: andare ai fornici per avere rapporti sessuali con una prostituta.
Se prima quindi indicava appunto l'andare per fornici, adesso fornicare è caduto in disgrazia proprio a causa di questa grandissima varietà di termini con cui si può descrivere l'atto sessuale, tant'è che il termine fornicare ormai credo che non lo usino più neanche i preti durante le confessioni. Ma di questo non ne sono sicuro, mi informerò non appena ne avrò l'occasione.
A proposito, cerchiamo anche un po' di citazioni importanti. La fonte più adeguata è appunto La Bibbia  in cui il termine "fornicazione" e i suoi derivati: fornicatore, fornicatori, fornichiere (no, questo me lo sono inventato), compare per  ben diciotto volte.

Guardati, o figlio, da ogni sorta di fornicazione; anzitutto prenditi una moglie dalla stirpe dei tuoi padri e non una donna straniera, che cioè non sia della stirpe di tuo padre, perché noi siamo figli di profeti.

Questo sta scritto sulla Bibbia, non l'ha detto Calderoli.
Altro esempio tratto dal Libro...

Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultéri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia,
calunnia, superbia, stoltezza.

... che in effetti è un bel riassunto di termini che potremmo adottare. Stoltezza, ad esempio. Prova  a stare in macchina, un'ora e mezza di ritardo a causa del traffico. Un tizio ti taglia la strada e ti fa inchiodare lasciando mezzo copertone sull'asfalto. Metti la testa fuori dal finestrino e a quell'uomo urla: "Stolto! Sei uno stolto di indicibile effluvio!".
Forse qualche secolo fa una frase del genere avrebbe scatenato risse, ma non c'erano automobili e non c'era utilità nel dirlo. Quindi chi si esprimeva in questo modo era ritenuto un visionario.
Impudicizia o impudico è un altro di quei termini che non si usa neanche per sbaglio. Il termine "zozzone" riassume nella sua poetica allitterazione il significato del termine, a metà tra insulto e invito.
Nel tomo La guerra Gotica, Procopio da Cesarea racconta di come Giustiniano ha conosciuto Teodora proprio sotto i fornici. Teodora è la persona per cui ha cambiato la legge secondo la quale un imperatore non poteva sposare una donna qualunque e prima di diventare moglie di Giustiniano, ella era appunto una prostituta e un'attrice. Non era mica è come adesso che le due professioni sono separate. Credo che la separazione delle carriere sia avvenuta dopo la morte di Giustiniano, ma non ricordo di preciso in quale legislatura.
Probabilmente il termine fornicare è stato usato anche da Fabio Volo, ma non lo saprò mai.
Mi impegno quindi, da oggi in poi, a usare questo termine. Anche a caso, ad esempio: "Ciao, che facciamo stasera? Andiamo al cinema? Fornichiamo?". Oppure: "La fornicazione è un atto dovuto".
Poi vi farò sapere come è andata, e soprattutto conterò le volte che dovrò ripetere il termine o sostituirlo con uno più efficace.