
Diario di una casa vuota ha come particolarità il fatto che l'io narrante è rappresentato da una casa, una casa abbandonata, che ha visto molte persone dentro di sé a cui si è inevitabilmente affezionata. Soprattutto ai bambini ovviamente i quali, per scelta dei genitori o propria, una volta adulti, l'hanno abbandonata lasciandola sola.
Un giorno due bambini scoprono la casa vuota e decidono di utilizzarla per i loro giochi. Nasce così nel cuore della casa, che non è la cucina come dicono i luoghi comuni, ma una soffitta dove sono riposti dei giocattoli a ricordo di Elsa, una bimba che cinquant'anni prima l'aveva abitata a cui era particolarmente legata.
Alma e Tim quindi le daranno una nuova vita. Il resto non ve lo dico perché dovete leggerlo. Dico soltanto che mi aspettavo un finale diverso, tutto qua.
Lo stile è allo stesso tempo ricercato e fluido. Essendo scritto in prima persona la casa si lascia andare a pensieri profondi e introspettivi che in effetti, non ci si aspetterebbe da un immobile. La casa ha una sua personalità, malinconica e riflessiva.
Libro adatto ai 10 anni in su. Edito dalla EL Edizione.
Diario di una casa vuota
2 commenti:
un libro davvero molto bello,solo che il finale è molto inaspettato!
Non me l'aspettavo neanche io.
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