lunedì 26 gennaio 2009

Errori di scrittura: il punto di vista.


Continuano ad arrivarmi commenti sul racconto "Nato di donna" e non finirò mai di ringraziarvi per averlo letto e per avermi dato dei consigli.
Ben vengano quindi questi messaggi. Certo, non sempre sono d'accordo con le vostre considerazioni, ma ne tengo comunque conto perché permettono di entrare nella mente di un lettore, il tuo lettore, e capire cosa pensa.
Non voglio parlare di questo. Voglio parlare degli errori oggettivi che ho commesso scrivendolo. Inizio con l'ultimo messaggio inviatomi. E' di Sashan, frequentatrice del forum di Fantasy Magazine. Dice:

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Citazione dal racconto:
Erano seduti tutti al proprio posto, alcuni più compostamente, altri invece, come un nano sceso per l'occasione dal suo rifugio nascosto nei radi boschi di Sanctuary,

Qui attenzione al punto di vista. Se racconti in prima persona, come fa Aideen a sapere che il nano era sceso per l'occasione dal suo rifugio nascosto?
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Questo a mio parere è un errore piuttosto grave. Il lettore sino a quel momento ha vissuto e visto gli eventi con gli occhi del protagonista (infatti ho utilizzato una prima persona). Ad un certo punto viene fornita un'informazione che il protagonista non poteva sapere. Posso giustificarmi in due modi:
1- Ho cambiato punto di vista a metà racconto e non ho controllato bene che non ci fossero errori del genere (E' vero!).
2- E' di comune sapere il fatto che i nani si siano rifugiati nei boschi.

In ogni caso, per quanto possa giustificarmi, in quel punto il lettore ha perso il senso della narrazione e probabilmente anche la sospensione dell'incredulità. Questo non deve mai accadere.

Un consiglio? Una volta finiti dedicate ai vostri racconti una lettura apposita per controllare che ciò che avete scritto sia coerente con il punto di vista narrativo utilizzato.

2 commenti:

Gloutchov ha detto...

Oddio... dovrebbe essere scontato che un racconto vada riletto (più volte) durante la fase di correzione.
Meglio ancora se lo si fa leggere a qualcuno che non sia l'autore stesso, perché quest'ultimo, conoscendo già l'opera che deve correggere, rischia di leggerla "nella mente" e non sulla carta.
E se proprio non si ha nessuno a cui farlo leggere... allora è conveniente attendere qualche giorno prima della correzione, così da scaricare "il cervello" e avere un atteggiamento più esterno durante il lavoro di pulizia.

rif: qui e qui.

Mirco ha detto...

Pur avendolo letto e riletto gli errori alla fine ci sono sempre :/
per questo suggerivo una lettura mirata soltanto per il punto di vista (prima ovviamente altre letture dedicate alla grammatica, punteggiatura e struttura)

I tuoi consigli su 31ottobre li rileggo ogni tanto ;)