mercoledì 9 settembre 2009

Scrivere e riscrivere e riscrivere ancora

Ogni manoscritto è un'esperienza di vita: la prima volta si sbaglia, la seconda si è più preparati ma si commettono errori differenti.
La prima volta mi sono fermato a 115.000 parole. Poi ho deciso di tagliare e sono arrivato a 85.000. Infine, pensando che fosse buono, l'ho lasciato così.

Un anno dopo mi rendo conto che un romanzo per bambini di dieci anni di 85.000 parole è improponibile per quasi tutti gli editori potenzialmente interessati. Credo che si siano fermati tutti alla seguente frase che ho scritto nella lettera di presentazione: "...spedisco un romanzo per bambini di 85.000 parole che le potrebbe interessare".
Nel frattempo seguo il mercato editoriale: proporre storie di questo genere è comunque difficile. Ci sono case editrici (piccole soprattutto) che chiudono le collane dedicate ai romanzi per l'infanzia lasciando attive soltanto quelle dei cartonati illustrati, evidentemente più redditizie. Quelle grandi investono su nomi certi e non su esordienti. Altre puntano maggiormente su romanzi per giovani adulti: solitamente fantasy o riguardanti tematiche adolescenziali.

Ho deciso quindi di ricominciare daccapo. Delle 85.000 parole ne salverò 50.000.
Per un taglio del genere ho deciso di adottare una tecnica mista tra riscrittura ed editing. Quindi:

1- Rileggerò capitolo per capitolo e appunterò soltanto le cose importanti da dire tralasciando quelle inutili.
2- Della vecchia stesura salverò poco e niente: qualche dialogo, qualche descrizione azzeccata e qualche passaggio scritto con una mano dell'ispirazione sulla testa.
3- Il resto lo riscrivo completamente. Semplificherò la grammatica e il linguaggio per adeguarmi maggiormente al target.
4- Finita la stesura uniformerò lo stile semplificando i brani incollati dalla prima stesura.
5- Controllerò di non aver tralasciato nulla e di essere nei limiti di cartelle che mi sono imposto (circa 130).
6- Se ho dei margini di spazio da utilizzare approfondirò qualcosa (potrei arrivare a150 cartelle).

A questo punto dovrei avere la seconda stesura.
Se rientrerò nei tempi giusti la spedirò ai concorsi a cui ho in mente di partecipare (Battello a Vapore) e inizierò un nuovo ciclo di invio del materiale.
Nel frattempo non effettuerò più invii e terrò il manoscritto nell'hard disk.

Aggiornamento. Ho scritto la bozza di questo post quindici giorni fa. Nel frattempo sono arrivato al settimo capitolo. In totale, per adesso, sono 69.537 caratteri contro i 120.608 della prima stesura (-43%). E credo di aver detto quasi tutto quello che avevo da dire.

3 commenti:

Ariano Geta ha detto...

In bocca al lupo! Comunque resta il fatto che ormai pubblicare in modo "tradizionale" é diventato quasi impossibile.

Gloutchov ha detto...

Considerando che la Rowling era una esordiente, che i suoi libri sono per bambini, immagino che l'assioma bambino=libro corto non sia necessariamente vero.
gli harry potter hanno sempre superato le 200.000 / 300.000 battute e... guarda che successone.

Quando ero piccolo (conservo ancora i miei libri di quell'epoca) leggevo romanzi d'avventura come La Freccia Nera, L'isola del tesoro, i vari romanzi di Verne... tutti molto più lunghi di 85 mila "parole".

Quando un editore ti limita sul numero di battute, credo, è solamente per limitare il rischio nel pubblicarti. Meno battute=meno costi di produzione=minor costo di copertina del libro=più probabilità di vendere.

Non c'entra nulla con i bambini. Secondo me.

Comunque fai bene. In fondo è ciò che chiedono. Se si vuol pubblicare, bisogna fare ciò che vogliono loro.

Un consiglio personale. Evita gli animali come personaggi. Tutti gli editori per bambini che ho contattato hanno criticato il mio romanzo per bambini, non per il contenuto, ma per la tipologia dei personaggi. Oggi vogliono bambini e maghi... niente più esseri di fantasia come ai tempi di Alice nel paese delle meraviglie :(

Mirco ha detto...

Grazie Ariano, la speranza è l'ultima a morire. Spero comunque dopo di me.

Glauco l'errore che ho fatto, secondo me, è prendere proprio la Rowling come modello di riferimento. La Rowling tutto sommato è un eccezione e la regola vuole che i libri siano scritti in maniera differente. Poi c'è anche il talento. Lei ha scritto 85.000 parole senza essere noiosa e io no :D
A parte questo *piccolo* particolare dei libri moderni per ragazzi oltre a studiarne i contenuti studio anche la struttura. E non sbaglio a voler semplificare, ne sono certo.
Il bando del Battello a Vapore è chiaro: 200 cartelle sono circa 70.000 parole. Io sono fuori e questo è un aspetto da considerare. Poi come sai la maggior parte degli editor preferisce manoscritti che hanno bisogno di poco lavoro. Tagliare 20.000 parole significa riscrivere tutto e a meno che non si è proprio convinti a voler investire tempo e denaro su questo esordiente, non lo fanno.

Non ci sono animali, né maghi. Alchimisti sì e qualche essere soprannaturale inventato.
La struttura è classica e non va fuori gli schemi narrativi della favola. Ho cercato l'originalità altrove.