sabato 31 ottobre 2009

Incontri improvvisi


giovedì 29 ottobre 2009

7 autori per 7 racconti

Concorso interessante rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
Di questo concorso ne avevo sentito parlare qui, nel frattempo però il bando è stato prorogato fino al 31 dicembre.
Avete quindi altri due mesi per scrivere un racconto
1) Noir
2) Fantasy
3) Racconti per bambini
4) Storico
5) Giallo
6) Narrativa
7) Comico/Satirico

Si può partecipare con più di un racconto (in diverse categorie).
Per il bando completo cliccate il seguente link:
http://www.etet.it/NEWS/Bando-concorso

martedì 27 ottobre 2009

Piccole case editrici e mulini a vento

Da giorni si discute sull'iniziativa intrapresa da alcune piccole case editrici: la Minimum Fax, Instar Libri, Voland, Marcos y Marcos e Iperborea. Secondo il loro punto di vista, spiegato con chiarezza in questo blog, gli sconti sui libri sono nocivi; nocivi sia per le piccole realtà editoriali, sia per le librerie indipendenti che non sono in grado di reggere la concorrenza dei supermercati e delle grandi catene che praticano forti sconti. Questo tipo di marketing, sempre secondo il loro punto di vista, danneggia anche i lettori i quali vengono indotti a comprare un certo tipo di libro invece di un altro.


E' vero anche i libri costano sempre di più e la qualità materiale è sempre più bassa. Venti anni fa con 30.000 lire portavi a casa un libro rilegato con copertina rigida e sovracopertina. A questo prezzo oggi puoi comprare un libro brossurato a copertina morbida la cui qualità impedisce uno spontaneo godimento e ci costringe a fare attenzione all'oggetto oltre che al contenuto.
I prezzi alti sono ovviamente giustificati dalle tirature: le Grandi Case Editrici pubblicano libri con tirature maggiori e riescono ad ammortizzare meglio i costi di produzione. Per questo si trovano libri di buona fattura a meno di 20 euro (1).

L'iniziativa, chiamata Mulini a vento, è coraggiosa ma discutibile soprattutto perché, a un primo impatto, mi sembra che i primi a rimetterci siano proprio i bibliofili, gli stessi che spulciano nei cataloghi delle piccole case editrici in cerca di bei romanzi.
L'appello, insomma, mi sembra una provocazione dovuta all'esasperata ricerca di spazi in cui farsi notare e in cui poter vendere i propri libri. Una provocazione che mi fa anche dubitare delle tante sbandierate opportunità nate grazie al web e alla visibilità che offre a costi praticamente nulli.
Queste piccole realtà non si sono vendute alle mode letterarie dei maghetti, della chick-lit, del baby fantasy, della teen-lit (2) e di questi e quelli che parlano della vita del proprio cane, gatto o canarino che sia, e sicuramente soffrono perché la crisi ha causato un abbassamento dei consumi e ha indotto i lettori occasionali a servirsi nei supermercati invece che nelle librerie, dove almeno hanno un po' di visibilità.

Sono curioso di sapere come andrà avanti questa donchisciottesca protesta. Nel frattempo continuerò a comprare i loro libri e, nel mio piccolo, a parlarne in questo blog (3).
Comunque anch'io devo fare i conti con la crisi: cerco offerte, sconti e compro libri usati quando mi capita. Anch'io, come tanti del resto, devo trovare un compromesso tra appagamento culturale e costo della vita.


(1) È anche vero che poi le edizioni tascabili costano troppo, secondo me.
(2). Non so se esiste questa definizione. Intendo la letteratura, non di genere, scritta da adolescenti per altri adolescenti.
(3).Consiglio la lettura di La futura classe dirigente di Peppe Fiore (ed. Minimum Fax) che recensirò presto.

domenica 25 ottobre 2009

Striscia n.2


venerdì 23 ottobre 2009

Concorsi letterari

http://www.concorsiletterari.it

Vi segnalo questo sito che raccoglie moltissimi concorsi letterari ( per poesie,romanzi e racconti), sia locali che nazionali.
E' un sito utile, anzi indispensabile, per chi vuole farsi un curriculum letterario.
I concorsi sono ordinati per scadenza. Ognuno di essi è corredato da una esaustiva scheda contenente tutto ciò che è necessario sapere: scadenza, chi lo ha indetto, chi può partecipare, come partecipare e soprattutto se c'è una quota da pagare.

Parere personale
Selezionate bene i concorsi prima di partecipare: non tutti infatti creano un buon curriculum letterario. Così come nessuno mette nel curriculum la pubblicazione di un libro in un servizio print on demand, così non dovrebbe mettere la vittoria o partecipazione in concorsi che, ad esempio, pubblicano tutti indistintamente.

Quota di partecipazione
In questo caso valutate bene se vale la pena pagare. Il concorso indetto dall'assessorato del comune di Barletta in cooperazione con la casa editrice La Penna Blu prevede un costo di partecipazione di 12 euro. In questo caso vale la pena spenderli perché:
1- E' sponsorizzato da enti pubblici, ha quindi una certa rilevanza istituzionale.
2- I vincitori ricevono soldi oltre alla pubblicazione.
3- Il racconto può essere spedito via email quindi risparmiate almeno 5 euro tra raccomandata A/R e stampa.
4- La quota di partecipazione serve a scremare i partecipanti.
Un altro concorso a pagamento a cui vale la pena partecipare, per fare un altro esempio, è il premio Calvino.

Concorsi finalizzati alla pubblicazione in una piccola casa editrice
In questo caso valutate se la casa editrice è seria e rispettabile e se il vostro racconto/romanzo/poesia ha la possibilità di uscire da quel libro e avere una vita al di là del concorso stesso. In questo caso consiglio di dare un'occhiata alle precedenti edizioni e controllare se qualcuno di quei nomi ha poi pubblicato altro.

giovedì 22 ottobre 2009

Striscia umoristica

Dopo aver scoperto Strip Generator mi è venuta voglia creare una serie di strisce umoristiche per questo blog. Ovviamente riguarderanno l'editoria, gli esordienti, i libri... tutto ciò di cui parlo qui, insomma.
Probabilmente diventerà un appuntamento settimanale.
Questi personaggi un giorno avranno anche un nome, magari una storia. Intanto beccatevi la prima.


lunedì 19 ottobre 2009

Continua l'incipit

Esercizio di scrittura. Prendete il decimo libro di uno scaffale delle vostra libreria. Apritelo e leggete l'incipit. Adesso continuate l'incipit scrivendo per almeno cinque minuti tutto quello che vi viene in mente.
Non preoccupatevi troppo di cosa scrivete e come: fate questo esperimento liberando le vostre idee.
Ho letto il seguente racconto almeno quindici anni fa, se non venti, e non ricordavo assolutamente niente. Il risultato confrontato con l'originale è buffo.
Ovviamente vi invito a fare lo stesso.

Incipit tratto da “La maschera di gesso” di Gustav Meyrink (Racconti agghiaccianti, Tascabili Economici Newton).


- Ancora sessanta minuti a mezzanotte – disse Ariosto, levandosi di bocca il sottile cannello della pipa olandese.

Ma nessuno si curò di quello che stava dicendo. Ariosto riprese a fumare, poi con lo sguardo passò in rassegna gli ospiti. In un certo senso si era pentito di averli invitati.
Il primo era una femmina di yorkshire, altezzosa e frivola, che aveva trascorso metà della sua vita a farsi pettinare dalla padrona e l'altra metà a guardare stupide fiction in televisione. La memoria gli riportò a galla il nome di Mally. Un nome che non aveva alcun significato. Come lei, d'altronde.
Il secondo invece se ne stava accucciato sul divano prorompendo con tutta la stazza e occupandone la maggior parte. Arnoldo era il peggior mastino napoletano che avesse conosciuto in vita sua, totalmente incapace di dare un significato all'intelligenza canina. Tra l'altro, durante l'ultima sfilata del Dog Day Price, qualcuno aveva messo in discussione il suo pedigree scatenando le ire del padrone. Sentendolo urlare Ariosto fu certo che avesse parte del suo DNA. Cani e padroni, in qualche modo, discendono sempre dallo stesso ceppo.
Era dunque il peggior capodanno da almeno sei anni a questa parte ed era costretto a trascorrerlo con questi qui. Poco male. Aveva la sua pipa preferita e il miglior tabacco aromatizzato alla menta che esista sul mercato. Per un bassotto come lui era più che sufficiente.