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lunedì 31 gennaio 2011

Servizi letterari a pagamento

Convinto del fatto che molti degli utenti che leggono questo blog sono aspiranti scrittori ho deciso di parlare, ogni tanto, di scrittura, esordi letterari, consigli e tutto quello che chiunque altro potrebbe dirvi meglio di me.
Il consiglio principale è il seguente: non pagate. E' il comandamento dei comandamenti, la legge fondamentale da rispettare. E' semplice matematica per imbecilli applicata alla voglia di vedere il proprio nome stampato su un qualunque foglio scritto: dal romanzo alla multa per divieto di sosta.


Regola numero 1: "Se per pubblicare dovete spendere una cifra di almeno il doppio del costo della stampa e della spedizione di un manoscritto, non vale la pena".


Postilla alla regola numero 1:"Questo vale anche se decidete di spedire il manoscritto con carta pregiata, rilegatura in pelle umana, raccomandata superveloce, ecc. Usate carta economica, riducete il getto di inchiostro della vostra stampante, rilegate i fogli con la saliva (ma se non li rilegate per niente è meglio), usate tutti gli accorgimenti del perfetto tirchio e ricordatevi che al 99% sono soldi sprecati.
Post-postilla:"Stampate il vostro manoscritto in ufficio. Non fatevi prendere i sensi di colpa per questo, pensate agli straordinari non pagati, i cazziatoni che il vostro capo vi ha fatto senza motivo, i buoni pasto che non vi arrivano, il contratto che sta per scadere e non voi non sapete se ve lo rinnovano, il parcheggio a due chilometri di distanza, ecc."

Regola numero 2: "Se avete pagato per pubblicare, mi raccomando di non dirlo in giro. Sul vostro blog fate finta di niente."

Regola numero 3: "Se voi editori vi siete fatti pagare fate finta di niente, tanto nessuno potrà andare a controllare il vostro estratto conto e i movimenti bancari. Poi se vi sgamano negate e minacciate una querela"

Non pagate per pubblicare, questo lo dicono tutti i più importanti scrittori del nostro paese, qualche scrittore  meno importante, lo dicono i critici che si rifiutano di leggere romanzi auto-pubblicati, lo dicono i critici che non prendono in considerazione saggi auto-pubblicati e lo dico io.
A queste spese non aggiungerei neanche un centesimo, o le vecchie cinque lire di quelle con Flipper che ti squadra in malo modo, in servizi letterari. Ovvero: non pagate per farvi fare una correzione delle bozze o editing.
Se la prima è quasi comprensibile se volete presentare un manoscritto pulito da refusi ed errorri errori, pagare per farsi fare editing pesante senza avere nessuna prospettiva di pubblicazione equivale a comprare la fontana di Trevi. La considero una delle tre cose inutili da non fare durante la vita, tra cui c'è anche leggere l'oroscopo e guardare il TG1.
Pagare per fare editing è inutile perché l'editor di una casa editrice, una vera dico, avrà sempre l'ultima parola sul tuo manoscritto, soprattutto se sei un esordiente. E' probabile che tutti i cambiamenti che l'editor a pagamento ti ha fatto fare siano stati inutili. Ti ha detto di accorciare quella sottotrama perché era un po' noiosa? Stai sicuro che il vero editor ti chiederà: perché non hai sviluppato questo pezzo?
L'editor a pagamento ti ha consigliato (dopo il bonifico) di togliere due o tre personaggi? Allora il vero editor ti dirà che il sistema dei personaggi è un po' povero, che andrebbe aggiunto un cugino almeno, o lo zio ricco che torna in Italia una volta l'anno.
Non pagate! E' la regola fondamentale. Tenetevi i (spero pochi) refusi del vostro manoscritto. Accontentatevi di farlo leggere a uno o due amici che vi troveranno qualche D eufonica, qualche ripetizione o altro.
Soprattutto: non pagate per fare editing pesante, per cambiare quindi la struttura del vostro romanzo o avere un parere professionale (in molti casi professionali non sono neanche) sullo svolgimento, sui personaggi, le sottotrame. E' inutile e dannoso.
Non vi dico di non pagare le Poste Italiane perché purtroppo non si può fare, ma certamente vi consiglio di dare la possibilità di leggere per primo il vostro manoscritto a chi vi permette di spedirlo in email. Anche alcune importanti case editrici lo fanno.

martedì 16 marzo 2010

Idea freeware per un romanzo, scarica e installa gratis

Scrivete il seguente romanzo

Tim, il cui vero nome è Mario, è un ragazzo un po' sfigato di circa quindici anni. Scopre improvvisamente di avere dei poteri magici. E' gracilino, cura poco l'aspetto e ovviamente le ragazze non se lo filano per niente. Ha degli occhialetti rotondi e si sa, a Miley Cyrus non piacciono quelli con gli occhialetti e i maglioni comprati dalla mamma. Tenete conto che la mamma è morta dieci anni prima quindi il maglione gli va pure stretto.
Questi poteri magici gli permettono di trasformarsi in un vampiro e diventare più figo di Robert Pattinson oppure, in alternativa, in un potente mago che deve combattere contro uno stregone simile a Voldemort, però non è Voldemort perché ha il naso (quindi non siete passibili di denuncia da parte di JK Rowling). Potete scegliere voi. Può trasformarsi soltanto di notte, tra le tre e un quarto e le quattro e mezza. Questo gli procura molta insoddisfazione e una certa frustrazione che lo rendono ancora più figo e ombroso.

Una ragazza della sua stessa scuola, che si chiama Jessicah ma si fa chiamare Jes, si innamora di lui però lei è fida kn Er Pezza ke frequenta la sua stss clss e la tratta male. Lui le dice TVUMDB ma lei risp Nn pss prk sn fida e lui me corca. Jes, per hobby, apre gruppi su facebook. Quello più popolare è "REgalA un CErveLLo ha un ragaZZo".
Ovviamente Tim ha una sorella adolescente anoressica che alla fine del romanzo morirà di una malattia a caso tra:
- varicella
- epatite
- peste bubbonica

Nell'ultimo capitolo del romanzo Tim si trasforma in un vampiro e combatte contro il cattivo che poi si scoprirà essere Er Pezza. Si scopre inoltre che ricatta Jes e la tiene segregata in una prigione per controllare la sua mente.
Lui dice:
- Jes, allora t 6 innamorata d me?
E lei risp:
- S
Allora Robert Pattinson alias Tim alias Mario chiama un esercito formato da elfi che scagliano una fitta pioggia di frecce e sono tutti belli e biondi; ci sono rozzi nani con la scure che comunque non faranno in tempo a intervenire. Sette di essi già li conoscete. Ci sono anche goblin dagli oscuri poteri psichici che vivono nei bassifondi di una metropoli immaginaria chiamata Busto Arsizio.
Er Pezza chiama allora il suo esercito e il libro finisce in una sanguinosa guerra finale. In questo esercito ci sono troll malefici che infestano le foreste e scrivono nei vostri blog cose oscene; ci sono spiriti demoniaci, poltergeist, parlamentari, due centralinisti della telecom e un editore a pagamento.
Alla fine Tim vincerà la guerra e salverà la bella Jes. Lei come battuta finale gli dirà:
- Ti lovvo tutto!!!!!11!

mercoledì 3 giugno 2009

La telefonata

La telefonata che ogni esordiente vorrei ricevere.

- Pronto? Sì, siamo ancora noi, scusi il disturbo. Lo so che è la terza volta che chiamiamo però...
- Cosa c'è ancora?
- Abbiamo letto il suo manoscritto. Senta, vogliamo assolutamente pubblicarlo. Siamo disposti a tutto pur di avere i diritti del suo libro.
- Quant'è la percentuale sulle vendite?
- Le daremo il venti per cento netto.
- Ma...l'editing? Fate editing vero? Non è che me lo pubblicate pieno di refusi?
- Certo che facciamo editing, per chi ci ha preso? Siamo una casa editrice seria che cura i propri libri.
- Per quanto riguarda la distribuzione?
- Nazionale. Il libro andrà in stampa entro tre mesi.
- E la copertina? Ci tengo molto alla "confezione". Deve spiccare tra gli scaffali, deve invogliare la gente a prendere
in mano il mio libro e sfogliarlo.
- Non si preoccupi per la copertina. Abbiamo clonato Renoir ed è già all'opera. Ovviamente non si deve preoccupare neanche della visibilità: le vetrine di tutte le librerie d'Italia sono state affittate fino al 2018. Inoltre andrà tre volte a settimana da Vespa e avrà un cartellone ogni chilometro sulla Napoli-Reggio Calabria.
- Capisco. Adesso però non posso darle una risposta e le devo ricordare ancora una volta che sul mio sito è scritto a chiare lettere che non sono ben accetti solleciti.
- Lo so, mi scusi ancora, però siamo veramente interessati. Riteniamo che il suo libro sia un capolavoro!
- La ringrazio, però le ripeto che non posso darle una risposta adesso. Mi arrivano circa venti proposte editoriali al giorno e non faccio in tempo a smaltirle tutte. Le posso soltanto dire che nel caso in cui sarò interessato glielo farò sapere entro... mmm... diciamo otto mesi o un anno. Ovviamente la chiamerò soltanto nel caso in cui fossi disposto a pubblicare con voi.
- Va benissimo, scusi ancora per il disturbo.
- Di nulla, arrivederci.

...

- Chi era?
- La Mondadori! Io dico, telefonano di continuo perché vogliono i diritti del mio libro. Che noia! E poi...
- Poi?
- Sono una casa editrice a pagamento!
- A pagamento?
- Già, pensa, oltre a pubblicare il mio libro vogliono anche pagarmi. E' un'indecenza!
- Scandaloso.
- Sono arrivate altre quindici proposte editoriali nel frattempo. Da questa mattina ne ho avute almeno trenta.
- Deve essere faticoso leggerle tutte.
- Non le leggo mica, figurati. A volte mi limito alla lettera di presentazione, altre volte leggo anche il piano editoriale. In realtà non ho ancora avuto proposte interessanti.
- Ce ne sono un paio raccomandate, dovresti firmare la ricevuta.
- No, non firmo, rimandale indietro.
- Dura la vita dell'esordiente vero?
- Già, non la auguro a nessuno.

lunedì 11 maggio 2009

La prima risposta che riceverete

Avete il vostro manoscritto pronto nel cassetto (per cassetto intendo hard disk) e l'avete spedito. A questo punto può capitarvi accidentalmente di ricevere una risposta.

La casa editrice in questione, la maggior parte delle volte, non è molto conosciuta, è una di quelle piccole a cui avete mandato il vostro manoscritto in email quando eravate ubriachi e avete pensato che era inutile aspettare la risposta della Mondadori o della Rizzoli. La Sberleffi Edizioni invece sì che è una casa editrice seria: ti assicura una risposta rapida in ogni caso.

Quando leggete il mittente di quella email (manoscritti@sberleffiedizioni.it), la prima cosa che vi viene in mente è la faccia dell’editor della Mondadori durante la premiazione dello Strega e quella del commercialista dell’Einaudi quando saranno divulgati i dati di vendita del vostro capolavoro.

Cominciate a leggere l’email e capite subito che c'è qualcosa che non va.

Primo indizio: la risposta arriva sette minuti dopo aver inviato l’email con il vostro progetto editoriale. A volte anche prima. Strano, pensate. Be', è chiaro che l'hanno letto e vogliono sbrigarsi ad accaparrarsi i diritti del mio capolavoro fantasy: “Ludmilla nella valle dei peti”.
Secondo indizio: le prime dieci righe dell'email sono lodi sperticate. Voi siete un genio, siete un grande scrittore, guadagnerete milioni, anzi, miliardi di euro. La Rowling verrà a chiedervi come avete fatto a scrivere quel capolavoro. In confronto Harry Potter non vale una copia di quanto ha venduto!
Quindi, conclude l'email, ci interessa pubblicare il vostro manoscritto.
Il vostro cuore a questo punto palpita a suon di valzer, il battito accelera, cominciate a sudare nonostante sia dicembre e ci siano venti centimetri di neve. Ripensate a ogni correzione grammaticale, a ogni frase cancellata e riscritta. A quando avete corretto le D eufoniche utilizzando il “Trova e Sostituisci” di Word e avete stampato il tutto fieri di non essere caduto nella trappola in cui cadono tutti i dilettanti. Le D eufoniche, ah, io mica ci casco, vi ripetete.


Dopo qualche tempo vi arriva anche il contratto e capite subito il perché di tanto interesse. Infatti, tra le varie clausole di edizione, vi accorgete che ce n'è una particolare che vi impone di comprare cento copie del romanzo. A prezzo ridotto, ovviamente.
Fate mente locale e cominciate a buttare giù una lista di amici a cui venderlo. Su facebook hai soltanto 4 amici, e neanche sai chi siano. Gli amici di scuola sono parecchi: ne hai cambiate sette prima di rinunciare del tutto a un diploma. Poi ci sono gli amici del calcetto: il Marano non legge libri dal '97, il de Giusti legge soltanto autobiografie di calciatori. Forse con gli amici della palestra andrà meglio, a parte Emilio De Rossi di cui non sei sicuro che sappia leggere.

Firmi il contratto e lo faxi. Poi tocca al bonifico. Sospiri per gli 800 euro andati via. Un mese di stipendio nel tuo adorato call center di Wind.

Quando ti arriva lo scatolone l'emozione è tanta, troppa. Arrivi a scorticare il nastro con le unghie, a mordere l'imballaggio finché non vedi la pila di libri di fronte a te: “Lumilla nella valle ei peti”.

C'è qualcosa che non va. Manca qualcosa. Mancano... le D!

Accidenti, doveva essere “Ludmilla nella valle dei peti”!

Poi ti ricordi di quando avevi cercato le D eufoniche e le avevi tolte con il correttore automatico di Word.

Tuo padre è di là che ti chiama: ha bisogno di un po' di carta per accendere il fuoco e non ne ha.
Guardi sconsolato lo scatolone di libri. La copertina è bella, l'impaginazione perfetta. Peccato che manchino le D. Tutte le D. Se ne mancasse una non ci farebbe caso nessuno. Non se ne è salvata neanche una, però.
Pensi di aggiungerle a mano. Alla fine rinunci e urli a tuo padre che di carta per accendere il fuoco ne hai parecchia.

Ogni riferimento a case editrici, scrittori, cose, animali e città è puramente casuale.

martedì 31 marzo 2009

Gli editori ci odiano

Dovete sapere una cosa molto semplice, crudele, che forse non vi farà dormire per giorni, che vi toglierà il respiro, che vi costringerà a leggere Moccia prima di andare a dormire: gli editori ci odiano.
Ci odiano perché inondiamo le loro scrivanie con i nostri inutili manoscritti e non gli lasciamo abbastanza spazio per giocare a Subbuteo. E ci odiano inoltre perché li costringiamo a leggere cose del genere:

Egregio editore, mi permetto di sottoporle uno scritto al computer (non manoscritto perché non l'ho scritto a mano). E' una saga fantasy molto importante e che farà parte della storia della letteratura. A me spiace mettere in ombra JRR Tolkien, Licia Troisi (che poi è la figlia segreta di Massimo Troisi e Licia Colò), Jk Rowling, oppure altri autori fantasy come Omero, quello che ha scritto la Bibbia, ecc... però questa saga è interessante e innovativa e se vuole un giorno forse gliela farò leggere. Forse. Questo è il primo capitolo.

La saga del regno di Carosellia: il ritorno di Paulista
E' il primo di settantacinque volumi che compongono la saga. I volumi sono di tre pagine. Ne ho scritti due, se me lo approva continuerò a scrivere gli altri.

Kyr, un elfo del regno di Knorr, se ne andò dal padre Starr e gli disse:
- Padre, oggi ho incontrato la dolce Euchessina e me ne sono innamorato.
Alché (1) suo padre rispose:
- Figlio, mandala a cagare tu, prima che lo faccia eglia(1)

Dove sapere poi che gli editori hanno un loro Death Note (2), il libro della morte. Se il vostro nome finisce sul Death Note voi non pubblicherete con nessuno, mai. Neanche se dopo sessant'anni di tentativi scriverete il nuovo Promessi Sposi, o Il Nome della Rosa, oppure un romanzo dal titolo Amore Zero (storia d'amore tra feti consenzienti).
Se il vostro nome finisce sul Death Note della Mondadori verrete rifiutati anche da Lulu.com, ve lo posso garantire.

Per ovviare al problema dei troppi manoscritti gli editori hanno deciso di licenziare tutti gli inutili correttori di bozze e hanno assunto dei Men in Black.
Tra le altre cose i men in black fanno:
1- Mettono virus nei vostri computer. Se il vostro manoscritto risulta disperso nell'hard disk, se il file risulta improvvisamente illeggibile, adesso sapete di chi è la colpa.
2- I Men in Black vengono di notte, entrano in casa vostra mentre dormite e vi mettono un paio di cuffie alle orecchie per farvi sentire una registrazione della De Agostini Multimedia che recita così:

Le D eufoniche sono il male, se scriverò una D eufonica sentirò un improvviso dolore agli zebedei.

La versione per donne fa così:

Le D eufoniche sono il male, se scriverò una D eufonica avrò improvvisi dolori premestruali.

3- I Men in Black leggono i manoscritti prima dell'editore e li cestinano. I Men in Black di questa categoria sono
a) I famosi lettori che le case editrici assumono (in realtà si dice che non esistano e che sia una leggenda metropolitana)
b) Sono Agenti Letterari. Ma di questa categoria ne parleremo un'altra volta. Se ci sarà una prossima volta, perché ad ogni ahhaahargg ahahghargh aaaaaahha haaaaaaaaaaaaaaaaaaarg


(1) Gli errori sono voluti. Ciò non toglie che una cosa del genere la sto scrivendo sul serio, ma sul serio eh!
(2) Death Note è una serie animata giapponese molto in voga che sta andando in onda su MTV. Vi consiglio di vederlo. Ho citato il death note soltanto per aumentare gli ingressi nel blog.

mercoledì 18 febbraio 2009

La spedizione del manoscritto


Un autore inedito e con poca esperienza commette sempre qualcuno dei seguenti errori, a volte tutti:

Va in copisteria e si fa stampare tutto il manoscritto a larghi font, con interlinea di mezzo chilometro e lo fa rilegare con una colla speciale inventata dalla NASA appositamente per gli scrittori inediti.
Poi va nella tabaccheria più vicina, o una cartoleria, e compra una busta ipersigillata con imbottitura speciale, apertura iperprotetta, antipioggia, antincendio, antistupro e sopratutto antiviolazione del copyright, perché sicuramente c'è qualcuno che vuole mettere le mani sul suo capolavoro.

Scrive la lettera di presentazione e racconta tutto di sé, della famiglia che non ha mai conosciuto, della scimmietta che aveva quando era piccolo, quando suonava in strada, e del povero maestro Vitali che è morto lasciandolo solo.

A tutto questo allega la sinossi. Incompleta ovviamente. Perché un editor dovrebbe conoscere tutta la storia? Mica è scemo a raccontargliela! In un forum di Harry Potter una volta lo hanno bannato perché ha
detto come andava a finire. (Piton è buono).
Infine aggiunge anche il curriculum. Eh si, lo deve fare. L'editor deve sapere che ha frequentato un corso regionale di tre mesi per imparare a usare Word e un corso di sei mesi per elettricisti.

E' tutto pronto.
Lo scrittore inedito va su internet e cerca la casa editrice più famosa e prestigiosa, quella meglio distribuita e che saprà valorizzare il capolavoro: la Mondadori.
Cerca l'indirizzo e lo copia sulla busta. C'è anche un telefono, ma non gli va di perdere tempo per chiedere informazioni. Il suo romanzo è troppo bello, devono pubblicarglielo perché farà fare
un pacco di soldi alla Mondadori (come se ne avesse bisogno) e lui diventerà ricco come Stephen King o JK Rowling. Una volta diventato ricco farà anche beneficenza, certo, darà dei soldi al Darfur, anche al Carrefour sicuramente, ma più al Darfur.
Perché sa che lì i bambini soffrono.
Non sa di cosa, ma soffrono.

Va alla posta e spedisce il pacco. Raccomandata A\R ovviamente: ha speso almeno 30 euro per confezionare il tutto, mica vuole che si perda! Eh no.
Paga altri 15 euro per la consegna istantanea. L'impiegato inserisce il plico in una cabina per il teletrasporto in stile Star Trek e il pacco ormai è via.
Esce dall'ufficio postale sicuro che l'editor è già con il manoscritto in mano, le mani tra i capelli, gli occhi lacrimanti, incredulo per ciò che sta leggendo (oppure molto più probabilmente ha una reazione allergica causata dalla colla della Nasa).
Torna a casa. Lo scrittore inedito tiene il cordless accanto, sicuro che di lì a qualche minuto il telefono squillerà e riceverà la telefonata che attende.
Il telefono infatti squilla. La voce femminile cerca conferma del fatto che si chiama (NOME e COGNOME). Lui risponde di sì aggiungendo frasi tipo: "Sì, mi dica, sono colui che sta cercando con cotanta baldanza. L'autore del bestseller che ha tra le mani".
La donna rimane in silenzio poi comincia a sciorinare le nuove tariffe telefoniche e gli chiede se vuole abbonarsi.
Lo scrittore inedito rimane senza parole, col telefono in mano, e si chiede se era valsa la pena cotanta spesa inutile.