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martedì 24 aprile 2012

JK Rowlingate varie

Devo innanzitutto rassicurare tutti che sono quasi del tutto vivo e vegeto e che non ho avuto molto tempo per aggiornare il blog.
Parliamo di JK Rowlings. Grazie agli amici del forum del Parnaso Ambulante vengo a sapere che è in uscita il nuovo atteso libro di JK Rowlings. Atteso da chi? Un attimo dopo aver finito di leggere l'ultimo Harry Potter eravamo già tutti in astinenza. Abbiamo sopperito a ciò rileggendo la saga nella sua vecchia versione Salani, nella nuova traduzione, che credo sia giunta al terzo libro, e anche in lingua originale.
Adesso che è certo che sta sta per uscire  The casual Vacancy nessuno ne parla. Il fatto è che il fenomeno non era la scrittrice J.K Rowlings ma Harry Potter.
Peccato comunque, ho sperato fin da subito una bella serie di spin-off di HP. Ci sarebbe da sbizzarrirsi.
Il nuovo libro della Row sarà per adulti, non nel senso che è porno, ma non ci sono maghetti bizzarri e animali fantastici. La morte di Barry Fairwheather lascerà vacante un posto del consiglio comunale e questo scatenerà una serie di vicende, scandali, rivelazioni, ecc.
Il romanzo uscirà in lingua originale il 27 settembre, in Italia non si sa e non si sa neanche quale sarà la casa editrice che ha acquisito i diritti di pubblicazione. Non è scontato che sia la Salani.
Nel frattempo mi sono anche iscritto al sito Pottermore. Divertente, almeno all'inizio. Poi capisci che questo sito è stato studiato per i più piccoli e ha troppe, troppissime restrizioni. Tant'è che ancora mi chiedo a che serva regalare gli oggetti trovati. In poche parole, una volta iscritto, devi ripercorrere tutta la trama del primo libro di Harry Potter interattivamente. La maggior parte delle volte si tratta soltanto di scovare oggetti nascosti in una animazione Flash. Neanche troppo difficile. Alla fine del libro avrai acquisito la trama, che ovviamente già sapevamo, oggetti inutili, galeoni d'oro, figurine delle cioccorane da collezionare e  ingredienti per pozioni. Puoi fare due cose quindi: duellare con altri maghetti scagliando sortilegi di varia difficoltà e preparare pozioni. La prima cosa è forse divertente se non fosse che con un po' di pratica capisci come fare e alla fine tutti raggiungono più o meno il massimo del punteggio. La seconda opzione, la preparazione delle pozioni, è complicata. Ho fatto esplodere due calderoni. Forse è troppo complicata, manca una sorta di via di mezzo.
Tutti aspettano che venga sbloccato il secondo libro di Harry Potter, La camera dei segreti, e speriamo che in questo modo aumenti l'interattività e vengano sbloccati giochi più divertenti. Un qualsiasi giochino in flash di facebook è migliore, per adesso.
Da oggi, su Pottermore, è possibile anche acquistare gli Ebook in italiano della serie al prezzo di 7,99 euro (marketing de noantri) quando sappiamo che una qualsiasi versione economica costa su BOL la bellezza di 7,65 euro scontato del 15%.

Ah, io sono un serpeverde e l'ultima domanda del cappello parlante è stata: testa o croce?

sabato 9 luglio 2011

The giver sul grande schermo?

Il cinema si sta interessando veramente a The giver di Lois Lowry, un romanzo di cui ho parlato fin troppo e che vi consiglio di leggere. Stando a un articolo del Sole 24 Ore ad acquisire i diritti cinematografici è stato Jeff Bridges il quale, verosimilmente, vestirà i panni del "donatore". Non spoilero altro. Fino a poco tempo da sembrava che ad avere i diritti fosse la Fox e che la regia fosse stata affidata a David Yates. Il protagonista, dicevano, sarebbe stato Dustin Hoffman. L'esperienza mi ha portato a pensare che tutte queste notizie in realtà sono marketing a basso costo. I diritti d'autore vengono ceduti con molta facilità alle major cinematografiche, ma da qui a realizzare il film poi ce ne passa di tempo, se mai lo faranno. Quindi, almeno finché non ci saranno notizie certe, i detrattori di Lois Lowry possono stare tranquilli.

La fine della saga di Harry Potter al cinema lascerà un gran vuoto, ed è chiaro che le grandi industrie cinematografiche non hanno ancora capito come riempirlo. Twilight non è sufficiente: dal punto di vista del marketing mi sembra già morto... o forse è soltanto una mia impressione? Il clone di Harry Potter, ovvero Percy Jackson, sembra essersi perso nell'ade: non so se faranno seguiti e francamente non so neanche se ne vale la pena. Nel frattempo gli attori, che sono ragazzini, crescono ed escono fuori dal ruolo, almeno nell'aspetto. Fuori ruolo è ormai anche la ex bambina Dakota Blue Richards che interpretava Lyra ne La bussola d'oro, un vero capolavoro fantasy. Un vero peccato quindi che non abbiano trasposto anche La lama sottile e Il cannocchiale d'ambra. Speriamo almeno in un reboot oppure in una continuazione, magari sostituendo i giovani attori.
La saga de Le cronache di Narnia continua imperterrita invece, nonostante la noia che mi procura ogni volta. E forse un giorno leggerò anche i libri, ma se il tenore delle vicende è quello penso che risparmierò tempo. Faccio male? E' un vuoto da colmare? Non sono un fervido lettore fantasy quindi devo trovare stimoli molto importanti per poter intraprendere una lettura simile.
Di Hugo Cabret ne ho già parlato. Il film è in realizzazione, ma in 3D. Il 3D è una delle più grandi fregature degli ultimi anni e spero vivamente che scompaia dalle sale e che i proiettori adibiti a questa tecnologia prendano fuoco spontaneamente. Quel film lo immaginavo con una fotografia retrò, in bianco e nero magari.
Da qualche anno si parla anche di un remake del film de La storia infinita. In uno dei miei articoli su Michael Ende credo di averne parlato. Il grande scrittore tedesco, che visse a Genzano (Roma) per molti anni, rifiutò di porre la propria firma al film definendolo una produzione scialba in stile Hollywood: solo effetti speciali e niente approfondimenti filosofici. Non aveva tutti i torti il nostro Michael. Infatti gli eredi sembra che stiano pensano a una versione che, dicono, "lo avrebbe soddisfatto". Tra i produttori ci sarebbe Leo Di Caprio. Ma anche in questo caso le notizie certe sono. A me non dispiacerebbe affatto un remake, sarebbe un peccato però perdere l'unica cosa buona di quel film: la colonna sonora.

sabato 11 giugno 2011

Il 15 luglio tutto finisce...

Il miglior personaggio e la migliore
interpretazione della serie
Uscirà il 15 luglio il film  Harry Potter e i doni della morte, parte seconda.

(possibili spoiler)

E' un libro che di difetti ne ha tanti, troppi per essere scritti da una delle migliori scrittrici per ragazzi di oggi. Tant'è che mi sono chiesto più volte, e me lo chiedo anche adesso, se nella mancata morte di Harry non ci siano state pressioni da parte della Warner Bros. Il business è troppo grande e troppo importante. Far morire Harry al termine del settimo libro avrebbe significato sacrificare tanto merchandising e tanto dell'immaginario che la Rowling ci ha donato in questi anni.
Andare a vedere l'ultimo film di Harry Potter segnerà almeno per me la fine di un'epoca, la fine di qualcosa di grandioso che potrò dire di aver vissuto. Non a pieno, perché ho scoperto Harry Potter un po' tardi, però quanto basta per poter gustare quel po' di attesa febbrile che sta nello scoprire come sarebbe andato a finire.
Vi dirò la verità: quando uscì in inglese, nel luglio di qualche anno fa, ero costantemente collegato a un forum in cui dei solerti traduttori stavano buttando giù una veloce versione italiana del libro per chi non aveva intenzione di aspettare gli otto mesi che sarebbero stati necessari alla Salani per portarlo in Italia. Ricordo la tanta carta stampata in fretta e letta in spiaggia, la fatica che stava nel cercar di capirne i passaggi più complicati che i giovani traduttori, tutti fan del maghetto, non avevano capito appieno. Credo che come titolo avessero scelto Harry Potter e le reliquie della morte.
Questi ragazzi dovrò ringraziarli per molto. Poi è ovvio che quando è uscito il libro l'ho riletto daccapo, così come ho riascoltato volentieri i primi due audiolibri prodotti dalla Salani dedicati al maghetto. Mi chiedo: perché nonostante l'incredibile interesse che sta dietro il merchandising di HP la Salani non ha prodotto tutti i sette audiolibri? Interromperlo è stato un trauma.
In Inghilterra l'audiolibro (letto da Stephen Fry, mica cotica) è uscito in contemporanea. Nella descrizione di un video trovato su youtube di questo audiobook leggo: "But most children in Britain know him for these Harry Potter audio books.",
Allora è chiaro che è un problema tutto italiano.
In attesa del film, che purtroppo sarà in 3D, inizierò presto una seconda lunga lettura della saga nella nuova traduzione curata da Stefano Bartezzaghi a cui hanno partecipato tutte le precedenti traduttrici di HP.
A quel punto anche Harry Potter sarà storia.

Gli undici poster del film:
http://www.giratempoweb.net/gw11/2011/06/11-nuovi-poster-harry-potter-e-i-doni-della-morte-parte-2/

mercoledì 27 aprile 2011

Nuova traduzione per Harry Potter

Molti fan ci speravano, ma sembrava difficile che la Salani lo facesse sul serio. Invece così è stato. La casa editrice ha infatti inaugurato una  collana di tascabili proprio con una nuova traduzione di Harry Potter eseguita niente di meno che da Stefano Bartezzaghi. Bartezzaghi, stando ad alcune dichiarazioni rilasciate, si è sempre dichiarato un fan del maghetto inventato da J.K. Rowling.
La nuova traduzione dà maggior dignità alla continuità della storia e ad alcuni giochi di parole che i primi traduttori, Beatrice Masini e Marina Astrologo, non potevano intuire non sapendo quali fossero gli elementi importanti che l'autrice avrebbe sviluppato.
Uno dei pochi errori corretti dalla Salani, come ben ricordano i primi lettori di Harry Potter, è stato il cambio del nome di una delle quattro case di Hogwarts: nella prima edizione infatti c'era Pecoranera modificata in Corvonero quando si sono accorti che lo stemma della scuola di magia aveva la raffigurazione di un corvo e che questa casa si sarebbe poi rivelata importante per la storia (Luna Lovegood è una Corvonero tra l'altro).
Ma l'errore che ha fatto arrabbiare molto i fan, disorientandoli negli ultimi libri quando la questione della discendenza si faceva molto importante, è stata la cattiva traduzione di halfblood e mudblood: mezzosangue e sporco mezzosangue tradotto erroneamente allo stesso modo, ovvero "mezzosangue". I traduttori infatti non hanno tenuto conto della differenza pensando che i due termini esprimessero lo stesso concetto. I mezzosangue sono maghi che nella loro discendenza hanno avuto un babbano (lo stesso Harry ha un nonno babbano da parte di madre). I "Nati da babbani" invece sono maghi nati da una discendenza completamente non maga, come ad esempio Hermione Granger. "Sporco mezzosangue"  è un insulto razzista che i purosangue rivolgono ai "nati da babbani". I pureblood (purosangue), infatti, hanno una discendenza tutta formata da maghi (la famiglia Weasley) e alcuni di essi ne vanno fieri e disprezzano chi non è come loro. A completare il quadro ci sono infine i maghinò che hanno maghi in famiglia ma non hanno ereditato alcun potere magico (come Argus Gazza). Queste differenze diventeranno importanti perché la questione del sangue, accennata da Malfoy sin dalle prime apparizioni soprattutto scontrandosi con Hermione, diventa  fondamentale per la costruzione della fitta rete di parallelismi con il nazismo a cui la scrittrice britannica ha voluto attingere per rendere la sua idea del "male" che nel mondo magico è rappresentato dall'uomo senza naso: Voldemort.

Ma questa nuova traduzione non è limitata alla correzione degli errori o degli inevitabili refusi:
Dice Bartezzaghi: "Neville Paciock era il nome giusto per il ragazzino pasticcione dell’inizio, non certo per il coraggioso eroe del settimo volume, nonché futuro professore di Erbologia… Fare questi cambiamenti mi è perciò parso come restituire al testo qualcosa che gli era dovuto."

Il famoso linguista infatti ha modificato anche alcuni nomi di protagonisti. Neville Paciock è tornato ad essere Neville Longbottom proprio per i motivi spiegati.Oliver Wood ha preso il posto di Oliver Baston e questa, a mio parere, era una delle traduzioni peggiori.  Ogni nome scelto dalla Rowling ha un significato. In questo caso la scrittrice scelse Wood (legno, mazza) in quanto questo personaggio era il capitano della squadra di Quidditch della casa di Grifondoro. Sarà lui infatti, nel primo romanzo, a spiegare le regole di questo sport ad Harry e quindi ai lettori. Tutto sommato, rileggendolo attentamente, soltanto una volta il gioco di parole poteva valere una traduzione così azzardata: quando la professoressa McGranitt minaccia Harry di fargli conoscere "Baston", e lui pensava che lo volesse punire picchiandolo (Vi ricordate quando cavalca la scopa senza permesso a causa di Malfoy e si rivela un formidabile cacciatore?). Stesso discorso vale per Colin Canon, il quale però appare per la prima volta nel secondo romanzo, e il cui sfortunato cognome deriva dalla passione del piccolo mago per la fotografia. Con molta probabilità anche per questo personaggio verrà reintrodotto il nome originale, ovvero Colin Creevey.
E' complicato modificare i nomi soprattutto quando grazie alla versione cinematografica questi si sono impressi nell'immaginario collettivo. Sarebbe stato poco opportuno quindi azzardare nuove traduzioni. Come avrebbe potuto Bartezzaghi chiamare "Dumbledore", ovvero Silente?  Dumbledore è una forma arcaica della parola bumblebee (bombo) e doveva dare l'idea di un mago rumoroso e arzillo, tutt'altro che silenzioso quindi.
Bombo andava bene? No, questo oltre che ricordate troppo un film di Moretti non sarebbe stato all'altezza di un mago così importante. Calabrone? Neanche. Un Mago Calabrone avremmo potuto vederlo in un cartone animato. Me lo figuro un po' impacciato, goffo, e sicuramente bizzarro: non certamente il più grande mago dell'era moderna. La scelta di chiamarlo Silente è è stata criticata da molti fan e addetti ai lavori tra cui Ilaria Katerinov nel saggio sulla traduzione di Harry Potter  "Lucchetti babbani e medaglioni magici" edito dalla Camelopardus. Traduzione forse concettualmente errata ma sicuramente molto suggestiva, ed è per questo motivo che è stata mantenuta.
E Silente sia.

venerdì 19 novembre 2010

Harry Potter e i doni della morte. Il primo film

Questo post potrebbe contenere spoiler.

Ogni volta attendo i film di Harry Potter con molta ansia. Stavolta però sono meno entusiasta, forse perché conoscendo la storia so già che del vecchio HP non è rimasto nulla: non c'è la scena dagli zii babbani, non c'è la partenza con l'espresso che parte dal binario
9 ¾, non ci sono le lezioni di Hogwarts, non c'è Silente, manca quel senso di già visto da cui poi si sviluppa la trama e che è necessario per reimmergersi nel mondo che JK Rowling ha inventato. E' un po' come ritrovare un vecchio amico: con questo tu non parli subito dei particolari della vostra passata amicizia, inizi dalle grandi linee: ti ricordi quel professore di italiano? Ti ricordi la vacanza in Spagna? Poi scavi nei particolari e ti accorgi di quante sono le piccole cose che pensavi di non ricordare.

In questo film invece abbiamo soltanto guerra e morte. Una guerra che JK Rowling ha descritto in maniera fin troppo realistica a mio parere. I tre partigiani, Harry, Ron e Hermione, vengono catapultati lontano dall'utero iperprotettivo di Hogwarts per nascere una seconda volta e liberare il mondo dalla malvagità assoluta di Voldemort.
Voldemort ricorda in qualche modo i vecchi cattivi di una volta tipo Vega di Goldrake o la Regina Himika di Jeeg. La loro è una malvagità che non ha reali giustificazioni e non si piega alla richiesta di chi legge quel libro o vede quegli anime di darle una giustificazione. JK Rowling forse ha sbagliato proprio in questo: tentare di psicoanalizzare Voldemort raccontando la sua infanzia quando invece sarebbe stato un personaggio migliore se fosse rimasto nell'ombra, nascosto dalla grandezza della propria voglia distruttiva.
Quando qualcuno mi dice che un personaggio deve essere descritto nelle sue mille sfaccettature perché soltanto così è completo, mi viene da pensare. Questa è la regola, ma esistono le eccezioni. Queste eccezioni hanno prodotto personaggi che hanno agito spinti da grandi valori, valori assoluti come l'amore, l'odio, la fierezza, la vendetta; personaggi come Sandokan o il Corsaro Nero ad esempio.
Harry sarebbe stato un bel personaggio se crescendo avesse capito il vero valore della parola vendetta, perché la sua è anche una storia di vendetta, invece di agire sempre con il freno a mano tirato dal proprio SuperIo. Allora non avrebbe ucciso Voldemort con un Expelliarmus.

E ricordatevi la filosofia di fondo di Harry Potter: quando un uomo con la bacchetta incontra un uomo senza naso, quello senza naso è un uomo morto.

mercoledì 30 dicembre 2009

Lexicon, molto fumo e poco arrosto

Quando decidi di investire dei soldi in una guida speri di aver tra le mani un'opera esaustiva, corretta e che possa sostituire del tutto la ricerca su internet, perché se così non fosse sarebbe un investimento sbagliato.
La prima cosa che mi è venuta in mente sfogliando il libro in oggetto è proprio questa: sul Lexicon di Steve Vander Ark (da adesso in poi SVA) non c'è nulla che non possa essere trovato googlando o cercando nella sezione di Wikipedia dedicata a Harry Potter. Non ho trovato nulla di così interessante da farmi esclamare: "Sì, è stato un buon acquisto".
Le voci che SVA ha catalogato sono tante, frutto di una meticolosa ricerca svolta sui sette libri della saga, sui tre spin-off (Il Quidditch attraverso i secoli, Gli animali fantastici: dove trovarli? e Le fiabe di Beda il Bardo) e sulle tante interviste in cui la Rowling ha centellinato informazioni inedite dispensate per integrare, e altre volte spiegare, ciò che aveva scritto nei libri.


Di primo acchito queste voci mi sono sembrate troppo superficiali.
Decido quindi di sceglierne una a caso. Mi viene in mente Rita Skeeter. Leggo le poche righe che SVA dedica alla giornalista e... mi accorgo che omette la cosa più importante: non dice che è un animagus, particolare fondamentale dato che di animagi nel mondo di Harry Potter non ce ne sono tanti ed è quindi una caratteristica fondamentale (soprattutto spiega il modo con cui la Skeeter riesce a ricavare le notizie). Sarebbe come non dire che Remus Lupin è un lupo mannaro. Ah, adesso che ci penso non lo dice mica. Però se andata alla voce "Lupo mannaro" SVA fa un elenco dei suddetti, tra cui Lupin, ovviamente.
Altra voce a caso: il cappello parlante. SVA racconta di come fu creato dai quattro fondatori delle Case di Hogwarts ma non dice che, oltre alla funzione di smistamento che avviene a ogni inizio di anno accademico, per ben due volte interviene direttamente nella narrazione fornendo, la prima volta a Harry la seconda a Neville Paciok, la spada di Grifondoro.
Sono cose fondamentali da inserire? Dipende dalle aspettative del lettore. Le mie devo ammettere che erano alte e sono convinto (ripeto) che una guida cartacea debba avere qualcosa in più rispetto a tutto ciò che si può trovare su internet con pochi click.
Il Lexicon di SVA non ci riesce. Un libro che ha come target i fan di Harry Potter deve fornire una base di conoscenza che sia inconfutabile anche dal fan più sfegatato.
Inoltre avrei gradito, oltre alla normale elencazione alfabetica delle voci, degli indici tematici atti a velocizzare la ricerca. Sarebbe stato opportuno inserire un indice degli incantesimi, ad esempio, o dei professori di Hogwarts, o dei luoghi... e perché non una cronologia degli eventi storici più importanti legati al mondo della magia?

Tutta questa superficialità era purtroppo prevedibile. Come mi aveva risposto Marina Lenti  tempo fa, SVA ha deciso di sfoltire il Lexicon per non incorrere in nuove procedure giuridiche contro la Row e chi per lei gestisce i diritti d'autore di Harry Potter (credo la Warner Bros).
Oltre a una esagerato sfoltimento preventivo c'è anche una scelta errata delle informazioni: non puoi parlare di Remus Lupin e non dire che è un lupo mannaro, non puoi parlare di Tonks e non dire che si sposa con Lupin e che ha un figlio con lui (per poi dedicare un ampio paragrafo alle ninfe), un figlio che oltretutto avrà come padrino Harry Potter (e questo è importante per chiudere una certa ciclicità di eventi che nasce dal rapporto con Sirius Black). Allo stesso tempo SVA ha inserito il nome di Teddy Remus Lupin, quindi se cerchi il nome del figlio di Lupin che non ricordi dovrai andare un po' a caso. In questo caso è abbastanza facile, ciò che volevo però intendere è che manca il rapporto diretto, il link tra le varie voci, ciò che permette al lettore di navigare tra le informazioni del Lexicon e soddisfare tutte le proprie curiosità senza difficoltà.
Tutto questo, oltre ad aver reso inutile un libro che forse avrebbe potuto essere una vera enciclopedia e non una guida come tante (se ne trovano altre in libreria anche se non così complete), alimenta le aspettative nei confronti della vera enciclopedia potteriana che JK Rowling sta scrivendo e che, oltre a essere veramente esaustiva, sarà integrata con informazioni e curiosità inedite.
Spero quindi che la Row spieghi una volta per tutte la questione delle bacchette, del perché Ron parla serpentese o, curiosità tutta mia, quante fenici ci sono nel mondo potteriano.
Il Lexicon è un libro che consiglio soltanto ai fan che vogliono avere lo scaffale "Harry Potter" completo. Per gli altri c'è Wikipedia e in futuro, spero a breve, il libro che la Row ci ha promesso da anni.

martedì 6 gennaio 2009

Harry Potter e i doni della morte. Un anno dopo

Harry Potter mi ha fatto sognare, ma lo ha fatto soltanto fino al sesto libro. Non mi sono mai vergognato nel dire che la Rowling era tra le più grandi scrittrici viventi perché ha saputo creare un mondo in cui tutti vorremmo essere, e ha saputo scrivere un intreccio che tutti sogniamo di scrivere.
Questo fino all'uscita del settimo libro.
Quindi ho letto "HP e i doni della morte" e mi sono dovuto ricredere su molte cose. Purtroppo molte delle mie certezze si sono infrante e quel castello di carte che la scrittrice aveva creato facendoci sognare e discutere per anni, è crollato sotto il bombardamento delle "risposte" che inevitabilmente vanno date quando finisce una saga.
Quindi a distanza di un anno, ancora non mi capacito del fatto che Ron abbia parlato serpentese, non mi capacito che la storia delle bacchette fa acqua da tutte le parti, che la sua "resurrezione" dal limbo in cui ha incontrato il mentore in realtà è stato un banale espediente per non farlo morire.
E' un libro scritto magnificamente in quei punti in cui la Rowling ha avuto il pieno controllo della storia. I capitoli dedicati a Piton sono emozionanti a ogni lettura.
Alla Rowling, che spero torni presto con nuovi personaggi e storie, posso dare il beneficio del dubbio. Quel dubbio che mi attanaglia dopo aver finito il libro e che a distanza di un anno non se ne andato: secondo me Harry Potter doveva morire. Era la soluzione più semplice, eroica, e avrebbe sfoltito la trama (già troppo macchinosa) lasciando un libro lineare ed epico.
Così non è stato forse per colpa della multinazionale che gestisce i diritti di immagine del maghetto.
Mi chiedo se mai sapremo la verità e se riusciremo mai a leggere quel capolavoro che doveva concludere la saga e che doveva consegnare alla storia una grande scrittrice.