lunedì 12 ottobre 2009

Aggiornamenti del blog, l'universo e tutto quanto


Ho approfittato del week end per compiere qualche piccola modifica al blog. Finalmente ho deciso come utilizzare il menù principale (quello in alto), che poi era il motivo fondamentale per il quale ho scelto questo template meno bloggoso piuttosto che altri.
Quindi dovrebbe essere cliccabile la scritta "Recensioni" che porta direttamente al post che precede questo.
Piccolo appunto: recensione è una parola grossa e forse inopportuna, ma sintetizza bene quello che contiene la pagina. Avrei voluto chiamare questa sezione "Consigli di lettura" però:

1- La dicitura è troppo lunga.
2- Potrebbe capitare che mi viene voglia di sconsigliare un libro anche se la maggior parte delle volte lascerò al silenzio ogni giudizio negativo (Questa frase la disse Herman Hesse, ma non ho voglia di controllare la fonte).

Non ho la presunzione né la pretesa di scrivere recensioni "professionali", qualsiasi cosa questo voglia dire, e neanche troppo puntigliose. Ultimamente ci si è fatta l'idea errata che per parlare di un libro bisogna avere chissà quali competenze. In realtà non è così: chiunque può parlare di un libro e può criticarlo utilizzando gli strumenti culturali di cui è in possesso.
Io utilizzerò i miei e cercherò di consigliare i libri che vorrei condividere con voi (Anobii non mi è mai interessato).
Nel menù aggiungerò altre opzioni, ma non so bene quali. Una riguarderà senz'altro la scrittura e l'editoria. Non è un'idea originale, ma le chiavi di ricerca indicano che questi argomenti sono molto richiesti quindi...

Ogni tanto poi rileggo i vecchi post e li correggo. Be', capita anche ai peggiori di sbagliare.

Bene, il post finisce qui. I prossimi aggiornamenti parleranno del nobel della letteratura,di Ebook e di chissà cosa. Poi un giorno tornerò a parlare anche di quello che scrivo, ma dato che non lo faccio più spesso sarà un evento raro.
A tal riguardo il romanzo della fenice è al capitolo 19. Avrei dovuto terminarlo al 20 ma ho aggiunto una sottotrama che rende la seconda parte più avventurosa e permette di risolvere meglio il finale. Una sottotrama molto alla Goonies, devo ammettere. Ho deciso anche il nuovo titolo, ma lo terrò per me adesso.

Poi... che altro dire?
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sabato 10 ottobre 2009

Lo scaffale

Lo scaffale della fenice di carta.

Autori italiani
Il minimalismo all'italiana di Luca Ricci (L'amore e altre forme d'odio, di Luca Ricci, ed. Einaudi).
L'esordiente, il prof e l'editore mannaro (di Gloria Bardi, Salani Editore).
Io scrivo (di Simone Navarra, ed. Delos book).
La futura classe dirigente (di Peppe Fiore, ed. Minimum Fax).
l'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi (di Peppe Fiore, Coniglio Editore).
Superwoobinda (di Aldo Nove, Einaudi Editore)
Così parlò il nano da giardino (Margherita Oggero, Einaudi Editore)
Cornflake (Micol Beltramini, Castelvecchi Editore)
Esbat (Lara Manni, Feltrinelli Editore)

Autori stranieri
Atti innaturali, pratiche innominabili (di Donald Barthelme, ed. Minimum Fax).
E così vorresti fare lo scrittore? (di Charles Bukovsky, ed. Guanda).


Manuali e saggi sulla scrittura
Prontuario dello scrittore (di Franco Forte, ed. Delos Books).
On Writing (Stephen King, ed. Sperling & Kupfer).
Lezioni di scrittura creativa (AAVV, ed. Dino Audino editore).
Come scrivere un racconto (Jack M. Bickham, Dino Audino editore)

Altro
Lexicon. Guida non autorizzata al mondo di Harry Potter (Steve Vander Ark, ed. Piemme).
Idee per far conoscere il tuo libro (Ebook, Bianca Adriano, 9muse ed.)
Le invio manoscritto, attendo contratto (Ebook, Aldo Moscatelli)

giovedì 8 ottobre 2009

Il De Mauro online non c'è più


Il mio dizionario è datato 1974 e ha la mia stessa età. Ha perso la copertina venti anni fa, un paio di pagine di introduzione dieci. Cinque anni fa è diventato un'opera a fascicoli.
Se lo consulto non è detto che trovo la parola che sto cercando. La lingua si evolve troppo rapidamente e le parole subiscono variazioni importanti nel tempo.

Le parole vanno imparate ogni volta che decidiamo di usarle.

Avevo quindi trovato un rifugio nel De Mauro online, uno strumento di consultazione gratuita che in questi ultimi anni ho utilizzato massicciamente per togliermi i dubbi sul significato di alcuni termini, per trovare un sinonimo adeguato, oppure per assecondare una certa insicurezza che mi porto dentro per altri motivi.
Il De Mauro online, per chi come me ama scrivere, era la coperta di Linus.
Purtroppo, senza preavviso, hanno deciso di non renderlo più disponibile e questo a mio parere è un grave impoverimento.
Internet è una struttura per natura troppo dispersiva e non può permettersi di perdere queste scialuppe di salvataggio. E' un mare di informazioni perlopiù inutili e superficiali. In internet navighi senza saper dove andare, assecondi la corrente e alla fine affoghi.

Non sarà la superficialità di Wikipedia a salvarci, né tanto meno una qualsiasi opera cartacea destinata ad essere cestinata dopo pochi mesi.
Auguro a tutti di non affogare e di sperare che questa scialuppa torni a galleggiare vicino a noi.
Nel frattempo spero che il popolo di internet oltre alle tante cose inutili che fa ogni giorno, decida di attivarsi per convincere i responsabili del De Mauro Paravia a rendere di nuovo disponibile il dizionario.
Disponibile per tutti e gratuitamente.
Perché la cultura si esprime grazie al significato di tante singole parole e un dizionario è l'unico strumento in grado di spiegarle tutte una ad una.

lunedì 5 ottobre 2009

Nobel per la letteratura 2009: i pronostici


E' stata ufficializzata per l'otto novembre la data di assegnazione del nobel per la letteratura 2009.
Già da oggi l'Accademia svedese si riunisce per assegnare i premi minori (sono ironico, ma mica tanto).
Si parte dunque dal premio nobel per la medicina, domani il premio per la fisica, il sette la chimica, otto la letteratura, nove per la pace e il dodici verrà assegnato il premio nobel per l'economia.

Ma qui si parla di libri.
Quindi prendo in prestito una tabella pubblicata da booksblog.it contenente le scommesse dei bookmakers inglesi e noto che il favorito di quest'anno con un 4\1 è lo scrittore israeliano Amos Oz (per buona pace degli iraniani), seguito da Assia Djebar, scrittrice algerina.
Philip Roth, forse il più indicato per ricevere questo premio (da me almeno) è soltanto in quinta posizione con un 7\1.
Gli italiani? I favoriti secondo i bookmakers sono sempre due: Claudio Magris, autore tra l'altro di Microcosmi e che l'anno scorso era il superfavorito con un 3\1, quest'anno è dato 9\1 insieme a Antonio Tabucchi (Sostiene Pereira, Notturno indiano).


Nella tabella scorgo due tra i miei autori preferiti Thomas Pynchon e Don DeLillo esponenti del cosiddetto postmodernismo di cui alcuni intellettuali, tra cui Umberto Eco, discutono ammettendo i limiti della definizione e di come viene comunemente percepito in ambito filosofico e letterario. Ma questo è un altro discorso.
Non sempre l'Accademia Svedese premia le tendenza letterarie e se lo fa di solito è in ritardo, quando sono già storicizzate. Inoltre Pynchon è noto per la sua avversione a farsi vedere in pubblico e non andrebbe mai in Svezia a ritirare il premio.

L'assegnazione del nobel della letteratura ha i suoi rituali e tra questi c'è la fantomatica candidatura di Bob Dylan ogni anno dato per probabile vincitore dai giornali ma che in realtà tanto probabile non è. Sicuramente per i giornalisti è più facile parlare di Bob Dylan che ha una certa notorietà mediatica piuttosto che di Amos Oz o Don DeLillo. Una vittoria del genere, seppur meritata, servirebbe piuttosto a sdoganare una volta per tutte le capacità poetiche dei cantautori.

Non conosco i criteri con cui i famosi bookmakers inglese stilano queste classifiche e neanche quelli utilizzati dall'Accademia Reale Svedese per decidere i vincitori. Quello dei Nobel in fondo è un gioco divertente da seguire e un potente volano per le fortunate case editrici che si ritroveranno il vincitore in catalogo.
Speriamo almeno che non faccia la fine del Grinzane Cavour.

venerdì 2 ottobre 2009

L'esordiente, il prof e l'editore mannaro

Un breve commento su questo libro che ho appena finito di leggere. Il titolo può trarre in inganno, quindi se cercate un romanzo che parli delle disavventure di un autore esordiente avete sbagliato acquisto. Il romanzo parla di tutt'altro e l'espediente metanarrativo del raccontare la propria vita cambiando stile, trama e personaggi (per volere dell'editore mannaro) come se fosse un esercizio di scrittura, è molto limitato. A volte anche ripetitivo.
La storia (de gustibus) non l'ho trovata interessante, indipendentemente dal fatto che da questo libro mi aspettavo tutt'altro.

A livello linguistico la Bardi si diverte a giocare con le parole e sul loro significato. Il problema è che la maggior parte di questi giochi che dovrebbero essere divertenti, ahimè, in realtà non lo sono. Non ho trovato trovate degne di essere ricordate (il livello è più o meno questo).

Ammetto il limite di questo post: non è una recensione perché esprimo giudizi poco oggettivi. Il libro, parlando oggettivamente, è scritto discretamente ed è molto scorrevole. Anche divertente a tratti. Però, soggettivamente, mi aspettavo più organicità e meno pretenziosità linguistiche.
Credo infine che questo romanzo possa essere apprezzato più dalle donne che dagli uomini. Non mi sono sentito parte del target di riferimento.

L'esordiente il prof e l'editore mannaro
di Gloria Bardi
Salani Editore

Se vi interessa queste sono le coordinate IBS

martedì 29 settembre 2009

Loredana Lipperini querelata per una recensione


L'Italia a volte mi sembra una Terra di Mezzo dove al posto dei troll e dei Sauron di turno ci sono burattinai senza volto e i loro servili avvocati.
Quindi al posto di anelli dai poteri occulti ed estranianti sono sufficienti querele con strascichi giudiziari lunghi e costosi.
In Italia, il cui liberalismo tanto sbandierato non è ancora stato messo in atto, succede che una scrittrice e giornalista, Loredana Lipperini, sia stata querelata per aver...recensito un libro.


Il libro in questione ha come titolo Navi a perdere, è stato scritto da Carlo Lucarelli ed è edito da una piccola casa editrice indipendente: Verdenero.
Il libro affronta l'argomento scomodo dei traffici clandestini avvenuti via marittima. Le navi utilizzate, per motivi ancora del tutto oscuri, sono state affondate.
Se recensire è un reato domani andrò a costituirmi e ognuno di voi che ha a cuore un libro e vuole parlarne in un blog dovrebbe fare la stessa cosa.
Nel frattempo mi chiedo come farò a raggiungere il Monte Fato per buttarci dentro l'anello, questi burattinai e i loro lacchè.

Navi a perdere su IBS
Recensione di Loredana Lipperini
Casa editrice Verdenero

domenica 27 settembre 2009

Idee per un futuro non migliore di questo


Sunto periodico sulle cose che non ho fatto e non ho scritto. Che potevano essere e non sono state. Che prima c'erano e poi voilà! sono sparite come conigli nel cilindro di un prestigiatore vecchio stile.
Parole sparse su fogli riciclati, file DOC, frammenti di un hard disk da deframmentare.
Idee da deframmentare e ricucire. Cuciture da ideare e frammentare. Frammenti di idee da cucire. Eccetera. Tutto diviso per generi.



Romanzi
La fenice come ho già detto è in fase di riscrittura. Sta andando tutto troppo bene. Mi sorprendo di come stia scrivendo velocemente senza tornare su quello che ho già fatto. Credo che questo dipenda dal fatto che quei personaggi ormai li conoscono come le mie tasche. Vuote.
Sono al dodicesimo capitolo di venti.
Numero di battute: 119.000
Numero di battute della prima versione: 244.000
Risparmio energetico: circa il 52%
Un po' troppo?

Altri romanzi? Mumble mumble... ho delle idee che credo siano interessanti...

Adelaide. Il problema è che non so come scriverlo. L'incipit è l'unica cosa buona che mi rimane dopo vari mesi di tentativi. Parla di una ragazzina che muore dopo poche righe. Avrebbe dovuto essere la versione dark di Alice, ma a quanto pare già ci stanno pensando altri a farla.
Tra l'altro mi preme dire che la bravura di Francesco Dimitri è inappellabile. Spero di avere abbastanza tempo per scrivere una bella recensione di Pan.

Poi c'è un breve romanzo pop in cui riverserò un certo tipo di umorismo. Lo definisco un fantasy-pop. Di questo ho scritto varie pagine di prova cercando di personalizzare molto lo stile e il linguaggio. Ne è venuto fuori un capitolo con periodi lunghi dieci righe e parole che nemmeno io sapevo di conoscere. Non so se sia leggibile, lo lascio in stand by per definire meglio la trama, poi ritornerò sullo stile e cercherò di terminarlo.


Racconti.
I miei preferiti. Non ho idee. Il problema principale che sta nello scrivere racconti è che per ognuno di essi bisogna avere una solida idea di fondo, e io adesso non ne ho. Spero di superare questo blocco perché ci sono dei concorsi a cui vale la pena partecipare. Esiste il riciclo, direte voi. E avete ragione.
Inoltre sto provando a scrivere dei racconti "nerd" di cui vi parlerò più in là.
Se riuscissi a scrivere una serie di racconti ben organizzati potrei proporli a qualche casa editrice e farmeli (giustamente) rifiutare.


Saggi e libri divulgativi.
Eh! Saggi? Ma chi, tu? Mi era stato proposto di scrivere  un libro a quattro mani. Poi la cosa si è arenata ed è un peccato. La casa editrice era di tutto rispetto. Io, forse, non abbastanza. Spero di convincerli a prendermi tra i loro collaboratori.