Uno scambio di email con un amico di blog mi ha fatto riflettere sulla questione delle autoproduzioni e sugli Ebook.
Qualche anno fa sarei stato anch'io tra quelli disposti a pagare per pubblicare su carta una qualche mia monnezza letteraria. Per fortuna non ho mai avuto niente di finito e soprattutto non ho mai avuto tutti quei soldi che le case editrici a pagamento richiedono. Tantomeno avrei speso un solo centesimo per pagare una agenzia di print on demand per poi tentare la distribuzione manuale nelle librerie o la vendita porta a porta.
La diffusione gratuita degli E-book è ormai più conveniente di qualsiasi altra soluzione.
Scrivete i vostri romanzi, metteteli a disposizione gratuitamente nel vostro sito o blog, divertitevi a realizzare un booktrailer e fate un po' di web marketing. Con un po' di fortuna e un po' di bravura potrebbe addirittura capitare che qualche talent scout si accorga di voi e vi chieda di pubblicare il libro su carta.
Esbat di Lara Manni è stato un Ebook fino a quando qualcuno le ha chiesto di pubblicarlo. Adesso il libro è in catalogo presso la Feltrinelli, una delle case editrici più difficili da raggiungere dagli esordienti. Geshwa Olers e il viaggio nel masso verde è un fantasy (o med-fantasy) di Fabrizio Valenza che ha avuto migliaia di download da Lulu.com prima di essere pubblicato da L'età dell'acquario.
Un giorno, forse, arriveremo a sdoganare le autoproduzioni in maniera più radicale e capiterà quindi che un Ebook mai pubblicato da una casa editrice riceva un importante riconoscimento letterario. Perché questo accada dovrà cambiare il modo di pensare la letteratura e dovrà cambiare in maniera più profonda di quanto succede oggi con le versioni elettroniche dei best seller. Non è quindi una questione di business o di fruibilità dell'opera, ma di opportunità che non a tutti vengono erogate alla stessa maniera. Sono sempre stato convinto che oltre ai tanti libri che fanno parte della storia della letteratura ce ne siano altrettanti che, se pubblicati, avrebbero potuto diventare altrettanto importanti.
Grazie agli Ebook un giorno qualcuno di questi libri sommersi verrà fuori. Dovrà succedere, prima o poi.
Come sono gli Ebook? Be', detto tra noi, il 95% degli Ebook presenti in rete è monnezza (pure i miei racconti eh, mica sono il genio incompreso che pensate voi!).
Valutare la qualità di scrittura di un esordiente in rete non è comunque facile, soprattutto perché quello che leggiamo non è passato nelle mani dell'editor. L'editor è colui che dovrebbe far brillare la cristalleria della vostra vetrina, la persona che deve limare le imperfezioni e rendere il libro pubblicabile. Presuntuosi a parte, tutti devono essere consapevoli di aver bisogno di un editor. Poi se è un bravo editor meglio ancora.
Gli Ebook, e purtroppo anche molti libri cartacei, hanno saltato questo passaggio e gli errori nella maggior parte dei casi abbondano.
Nel 95% di cui sopra sono errori dovuta a un profonda ignoranza della lingua italiana e delle basilari tecniche di scrittura; poi c'è anche quel 5% in cui gli errori sono normali refusi, ripetizioni o cacofonie facilmente cancellabili.
In quel cinque percento vorrei comprendere:
- 31 ottobre di Glauco Silvestri.
- Primo Mazzini e la stanza fuori dal tempo, dell'ex esordiente Simone Navarra.
- Uomini e lupi di Alex Mcnab.
venerdì 16 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
Herta Müller nobel per letteratura 2009
Nel 2009 ancora ci stupiamo dei nomi che l'Accademia Svedese tira fuori dal cilindro per assegnare il nobel per la lettura, eppure non dovrebbe essere così.
Il nobel non viene assegnato soltanto per meriti letterari: è come un jolly da giocare durante una partita a carte.
Nel 1953 a vincerlo fu Winston Churchill (1). Churchill è stato un grande statista e un fine oratore. Ha tenuto sotto pressione Hitler e Mussolini mentre gli alleati organizzavano lo sbarco in Normandia. Si parla anche di discutibili carteggi che lo coinvolgono (2), ma di lui è nota soprattutto la ferrea convinzione che non si dovesse venire a patti col nazifascismo. Le sue capacità dialettiche fanno quindi parte della storia, ma da qui a dargli il nobel per la letteratura, secondo me, ce ne passa.
Assegnargli il nobel per la pace sarebbe stato poco opportuno, anche se era l'unico protagonista della seconda guerra mondiale a essere degno di riceverlo. F.D. Roosvelt infatti era morto pochi mesi prima della capitolazione del Giappone e il suo successore, Harry Truman, aveva avuto l'illuminante idea di sganciare due bombe atomiche (3).
Hermann Hesse, che cito come secondo esempio, fu premiato per meriti letterari ma forse di più per i suoi accorati appelli alla pace e al pacifismo (4). O Freunde, nicht diese Töne, “Amici non questi accenti” urlava ai suoi compatrioti in una lettera scritta durante la prima guerra mondiale citando il primo verso della corale di Beethoven.
Orhan Pamuk, premio nobel nel 2006 (5), se la passa male dopo la recente sentenza che permette ai turchi intraprendere una denuncia collettiva per danni morali, e questo semplicemente perché ha dichiarato che il suo popolo è reo di aver ucciso più di un milione di persone tra curdi e armeni.
Il nobel a Herta Müller quindi ha il sapore di un proclama politico. Ancora una volta l'Accademia ingnora i nomi famosi per premiare chi, nonostate fosse snobbato dalle Grande Case Editrici (6), ha scritto per denunciare le condizioni disumane in cui ha vissuto il proprio popolo.
Quelli dell'Accademia, in fin dei conti, ci stanno invitando a riflettere sul valore della libertà e ci propongono la lettura di questa scrittrice che non tutti conoscono ma che molti, visto il recente successo al festival di Mantova, apprezzano.
(1). La motivazione ufficiale è: "per la sua padronanza delle descrizioni storiche e biografiche, nonché per la brillante oratoria in difesa ed esaltazione dei valori umani".
(2). Si parla di un carteggio in cui Churhill prometteva a Mussolini parte della Francia e dei territori in Africa in cambio di favori diplomatici.
(3). La candidatura al premio nobel per la pace di Josef Stalin era motivata dal fatto che "aveva aiutato a liberare l'europa dal nazifascismo". Chi ha avuto questa infelice uscita forse non si ricordava, tra le altre cose, il patto Molotov-Ribbentrop e che quindi Stalin era una delle cause dell'inizio della seconda guerra mondiale. Darglielo sarebbe stato un interessante caso di sindrome di Münchhausen per procura.
(4). Tesi non confermata ma letta in alcune biografie. La motivazione ufficiale è: "per la sua forte ispirazione letteraria coraggiosa e penetrante esempio classico di ideali filantropici ed alta qualità di stile".
(5). Motivazione ufficiale: "che nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture".
(6). L'avevo anticipato (profeticamente) in un precedente post! Questa vittoria servirà a dare sostegno alla piccola casa editrice italiana Keller che sta festeggiando la vittoria brindando a chinotti.
Il nobel non viene assegnato soltanto per meriti letterari: è come un jolly da giocare durante una partita a carte.
Nel 1953 a vincerlo fu Winston Churchill (1). Churchill è stato un grande statista e un fine oratore. Ha tenuto sotto pressione Hitler e Mussolini mentre gli alleati organizzavano lo sbarco in Normandia. Si parla anche di discutibili carteggi che lo coinvolgono (2), ma di lui è nota soprattutto la ferrea convinzione che non si dovesse venire a patti col nazifascismo. Le sue capacità dialettiche fanno quindi parte della storia, ma da qui a dargli il nobel per la letteratura, secondo me, ce ne passa.
Assegnargli il nobel per la pace sarebbe stato poco opportuno, anche se era l'unico protagonista della seconda guerra mondiale a essere degno di riceverlo. F.D. Roosvelt infatti era morto pochi mesi prima della capitolazione del Giappone e il suo successore, Harry Truman, aveva avuto l'illuminante idea di sganciare due bombe atomiche (3).
Hermann Hesse, che cito come secondo esempio, fu premiato per meriti letterari ma forse di più per i suoi accorati appelli alla pace e al pacifismo (4). O Freunde, nicht diese Töne, “Amici non questi accenti” urlava ai suoi compatrioti in una lettera scritta durante la prima guerra mondiale citando il primo verso della corale di Beethoven.
Orhan Pamuk, premio nobel nel 2006 (5), se la passa male dopo la recente sentenza che permette ai turchi intraprendere una denuncia collettiva per danni morali, e questo semplicemente perché ha dichiarato che il suo popolo è reo di aver ucciso più di un milione di persone tra curdi e armeni.
Il nobel a Herta Müller quindi ha il sapore di un proclama politico. Ancora una volta l'Accademia ingnora i nomi famosi per premiare chi, nonostate fosse snobbato dalle Grande Case Editrici (6), ha scritto per denunciare le condizioni disumane in cui ha vissuto il proprio popolo.
Quelli dell'Accademia, in fin dei conti, ci stanno invitando a riflettere sul valore della libertà e ci propongono la lettura di questa scrittrice che non tutti conoscono ma che molti, visto il recente successo al festival di Mantova, apprezzano.
(1). La motivazione ufficiale è: "per la sua padronanza delle descrizioni storiche e biografiche, nonché per la brillante oratoria in difesa ed esaltazione dei valori umani".
(2). Si parla di un carteggio in cui Churhill prometteva a Mussolini parte della Francia e dei territori in Africa in cambio di favori diplomatici.
(3). La candidatura al premio nobel per la pace di Josef Stalin era motivata dal fatto che "aveva aiutato a liberare l'europa dal nazifascismo". Chi ha avuto questa infelice uscita forse non si ricordava, tra le altre cose, il patto Molotov-Ribbentrop e che quindi Stalin era una delle cause dell'inizio della seconda guerra mondiale. Darglielo sarebbe stato un interessante caso di sindrome di Münchhausen per procura.
(4). Tesi non confermata ma letta in alcune biografie. La motivazione ufficiale è: "per la sua forte ispirazione letteraria coraggiosa e penetrante esempio classico di ideali filantropici ed alta qualità di stile".
(5). Motivazione ufficiale: "che nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture".
(6). L'avevo anticipato (profeticamente) in un precedente post! Questa vittoria servirà a dare sostegno alla piccola casa editrice italiana Keller che sta festeggiando la vittoria brindando a chinotti.
lunedì 12 ottobre 2009
Aggiornamenti del blog, l'universo e tutto quanto
Ho approfittato del week end per compiere qualche piccola modifica al blog. Finalmente ho deciso come utilizzare il menù principale (quello in alto), che poi era il motivo fondamentale per il quale ho scelto questo template meno bloggoso piuttosto che altri.
Quindi dovrebbe essere cliccabile la scritta "Recensioni" che porta direttamente al post che precede questo.
Piccolo appunto: recensione è una parola grossa e forse inopportuna, ma sintetizza bene quello che contiene la pagina. Avrei voluto chiamare questa sezione "Consigli di lettura" però:
1- La dicitura è troppo lunga.
2- Potrebbe capitare che mi viene voglia di sconsigliare un libro anche se la maggior parte delle volte lascerò al silenzio ogni giudizio negativo (Questa frase la disse Herman Hesse, ma non ho voglia di controllare la fonte).
Non ho la presunzione né la pretesa di scrivere recensioni "professionali", qualsiasi cosa questo voglia dire, e neanche troppo puntigliose. Ultimamente ci si è fatta l'idea errata che per parlare di un libro bisogna avere chissà quali competenze. In realtà non è così: chiunque può parlare di un libro e può criticarlo utilizzando gli strumenti culturali di cui è in possesso.
Io utilizzerò i miei e cercherò di consigliare i libri che vorrei condividere con voi (Anobii non mi è mai interessato).
Nel menù aggiungerò altre opzioni, ma non so bene quali. Una riguarderà senz'altro la scrittura e l'editoria. Non è un'idea originale, ma le chiavi di ricerca indicano che questi argomenti sono molto richiesti quindi...
Ogni tanto poi rileggo i vecchi post e li correggo. Be', capita anche ai peggiori di sbagliare.
Bene, il post finisce qui. I prossimi aggiornamenti parleranno del nobel della letteratura,di Ebook e di chissà cosa. Poi un giorno tornerò a parlare anche di quello che scrivo, ma dato che non lo faccio più spesso sarà un evento raro.
A tal riguardo il romanzo della fenice è al capitolo 19. Avrei dovuto terminarlo al 20 ma ho aggiunto una sottotrama che rende la seconda parte più avventurosa e permette di risolvere meglio il finale. Una sottotrama molto alla Goonies, devo ammettere. Ho deciso anche il nuovo titolo, ma lo terrò per me adesso.
Poi... che altro dire?
42
Quindi dovrebbe essere cliccabile la scritta "Recensioni" che porta direttamente al post che precede questo.
Piccolo appunto: recensione è una parola grossa e forse inopportuna, ma sintetizza bene quello che contiene la pagina. Avrei voluto chiamare questa sezione "Consigli di lettura" però:
1- La dicitura è troppo lunga.
2- Potrebbe capitare che mi viene voglia di sconsigliare un libro anche se la maggior parte delle volte lascerò al silenzio ogni giudizio negativo (Questa frase la disse Herman Hesse, ma non ho voglia di controllare la fonte).
Non ho la presunzione né la pretesa di scrivere recensioni "professionali", qualsiasi cosa questo voglia dire, e neanche troppo puntigliose. Ultimamente ci si è fatta l'idea errata che per parlare di un libro bisogna avere chissà quali competenze. In realtà non è così: chiunque può parlare di un libro e può criticarlo utilizzando gli strumenti culturali di cui è in possesso.
Io utilizzerò i miei e cercherò di consigliare i libri che vorrei condividere con voi (Anobii non mi è mai interessato).
Nel menù aggiungerò altre opzioni, ma non so bene quali. Una riguarderà senz'altro la scrittura e l'editoria. Non è un'idea originale, ma le chiavi di ricerca indicano che questi argomenti sono molto richiesti quindi...
Ogni tanto poi rileggo i vecchi post e li correggo. Be', capita anche ai peggiori di sbagliare.
Bene, il post finisce qui. I prossimi aggiornamenti parleranno del nobel della letteratura,di Ebook e di chissà cosa. Poi un giorno tornerò a parlare anche di quello che scrivo, ma dato che non lo faccio più spesso sarà un evento raro.
A tal riguardo il romanzo della fenice è al capitolo 19. Avrei dovuto terminarlo al 20 ma ho aggiunto una sottotrama che rende la seconda parte più avventurosa e permette di risolvere meglio il finale. Una sottotrama molto alla Goonies, devo ammettere. Ho deciso anche il nuovo titolo, ma lo terrò per me adesso.
Poi... che altro dire?
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sabato 10 ottobre 2009
Lo scaffale
Lo scaffale della fenice di carta.
Autori italiani
Il minimalismo all'italiana di Luca Ricci (L'amore e altre forme d'odio, di Luca Ricci, ed. Einaudi).
L'esordiente, il prof e l'editore mannaro (di Gloria Bardi, Salani Editore).
Io scrivo (di Simone Navarra, ed. Delos book).
La futura classe dirigente (di Peppe Fiore, ed. Minimum Fax).
l'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi (di Peppe Fiore, Coniglio Editore).
Superwoobinda (di Aldo Nove, Einaudi Editore)
Così parlò il nano da giardino (Margherita Oggero, Einaudi Editore)
Cornflake (Micol Beltramini, Castelvecchi Editore)
Esbat (Lara Manni, Feltrinelli Editore)
Autori stranieri
Atti innaturali, pratiche innominabili (di Donald Barthelme, ed. Minimum Fax).
E così vorresti fare lo scrittore? (di Charles Bukovsky, ed. Guanda).
Manuali e saggi sulla scrittura
Prontuario dello scrittore (di Franco Forte, ed. Delos Books).
On Writing (Stephen King, ed. Sperling & Kupfer).
Lezioni di scrittura creativa (AAVV, ed. Dino Audino editore).
Come scrivere un racconto (Jack M. Bickham, Dino Audino editore)
Altro
Lexicon. Guida non autorizzata al mondo di Harry Potter (Steve Vander Ark, ed. Piemme).
Idee per far conoscere il tuo libro (Ebook, Bianca Adriano, 9muse ed.)
Le invio manoscritto, attendo contratto (Ebook, Aldo Moscatelli)
Autori italiani
Il minimalismo all'italiana di Luca Ricci (L'amore e altre forme d'odio, di Luca Ricci, ed. Einaudi).
L'esordiente, il prof e l'editore mannaro (di Gloria Bardi, Salani Editore).
Io scrivo (di Simone Navarra, ed. Delos book).
La futura classe dirigente (di Peppe Fiore, ed. Minimum Fax).
l'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi (di Peppe Fiore, Coniglio Editore).
Superwoobinda (di Aldo Nove, Einaudi Editore)
Così parlò il nano da giardino (Margherita Oggero, Einaudi Editore)
Cornflake (Micol Beltramini, Castelvecchi Editore)
Esbat (Lara Manni, Feltrinelli Editore)
Autori stranieri
Atti innaturali, pratiche innominabili (di Donald Barthelme, ed. Minimum Fax).
E così vorresti fare lo scrittore? (di Charles Bukovsky, ed. Guanda).
Manuali e saggi sulla scrittura
Prontuario dello scrittore (di Franco Forte, ed. Delos Books).
On Writing (Stephen King, ed. Sperling & Kupfer).
Lezioni di scrittura creativa (AAVV, ed. Dino Audino editore).
Come scrivere un racconto (Jack M. Bickham, Dino Audino editore)
Altro
Lexicon. Guida non autorizzata al mondo di Harry Potter (Steve Vander Ark, ed. Piemme).
Idee per far conoscere il tuo libro (Ebook, Bianca Adriano, 9muse ed.)
Le invio manoscritto, attendo contratto (Ebook, Aldo Moscatelli)
giovedì 8 ottobre 2009
Il De Mauro online non c'è più
Il mio dizionario è datato 1974 e ha la mia stessa età. Ha perso la copertina venti anni fa, un paio di pagine di introduzione dieci. Cinque anni fa è diventato un'opera a fascicoli.
Se lo consulto non è detto che trovo la parola che sto cercando. La lingua si evolve troppo rapidamente e le parole subiscono variazioni importanti nel tempo.
Le parole vanno imparate ogni volta che decidiamo di usarle.
Avevo quindi trovato un rifugio nel De Mauro online, uno strumento di consultazione gratuita che in questi ultimi anni ho utilizzato massicciamente per togliermi i dubbi sul significato di alcuni termini, per trovare un sinonimo adeguato, oppure per assecondare una certa insicurezza che mi porto dentro per altri motivi.
Il De Mauro online, per chi come me ama scrivere, era la coperta di Linus.
Purtroppo, senza preavviso, hanno deciso di non renderlo più disponibile e questo a mio parere è un grave impoverimento.
Internet è una struttura per natura troppo dispersiva e non può permettersi di perdere queste scialuppe di salvataggio. E' un mare di informazioni perlopiù inutili e superficiali. In internet navighi senza saper dove andare, assecondi la corrente e alla fine affoghi.
Non sarà la superficialità di Wikipedia a salvarci, né tanto meno una qualsiasi opera cartacea destinata ad essere cestinata dopo pochi mesi.
Auguro a tutti di non affogare e di sperare che questa scialuppa torni a galleggiare vicino a noi.
Nel frattempo spero che il popolo di internet oltre alle tante cose inutili che fa ogni giorno, decida di attivarsi per convincere i responsabili del De Mauro Paravia a rendere di nuovo disponibile il dizionario.
Disponibile per tutti e gratuitamente.
Perché la cultura si esprime grazie al significato di tante singole parole e un dizionario è l'unico strumento in grado di spiegarle tutte una ad una.
Se lo consulto non è detto che trovo la parola che sto cercando. La lingua si evolve troppo rapidamente e le parole subiscono variazioni importanti nel tempo.
Le parole vanno imparate ogni volta che decidiamo di usarle.
Avevo quindi trovato un rifugio nel De Mauro online, uno strumento di consultazione gratuita che in questi ultimi anni ho utilizzato massicciamente per togliermi i dubbi sul significato di alcuni termini, per trovare un sinonimo adeguato, oppure per assecondare una certa insicurezza che mi porto dentro per altri motivi.
Il De Mauro online, per chi come me ama scrivere, era la coperta di Linus.
Purtroppo, senza preavviso, hanno deciso di non renderlo più disponibile e questo a mio parere è un grave impoverimento.
Internet è una struttura per natura troppo dispersiva e non può permettersi di perdere queste scialuppe di salvataggio. E' un mare di informazioni perlopiù inutili e superficiali. In internet navighi senza saper dove andare, assecondi la corrente e alla fine affoghi.
Non sarà la superficialità di Wikipedia a salvarci, né tanto meno una qualsiasi opera cartacea destinata ad essere cestinata dopo pochi mesi.
Auguro a tutti di non affogare e di sperare che questa scialuppa torni a galleggiare vicino a noi.
Nel frattempo spero che il popolo di internet oltre alle tante cose inutili che fa ogni giorno, decida di attivarsi per convincere i responsabili del De Mauro Paravia a rendere di nuovo disponibile il dizionario.
Disponibile per tutti e gratuitamente.
Perché la cultura si esprime grazie al significato di tante singole parole e un dizionario è l'unico strumento in grado di spiegarle tutte una ad una.
lunedì 5 ottobre 2009
Nobel per la letteratura 2009: i pronostici
E' stata ufficializzata per l'otto novembre la data di assegnazione del nobel per la letteratura 2009.
Già da oggi l'Accademia svedese si riunisce per assegnare i premi minori (sono ironico, ma mica tanto).
Si parte dunque dal premio nobel per la medicina, domani il premio per la fisica, il sette la chimica, otto la letteratura, nove per la pace e il dodici verrà assegnato il premio nobel per l'economia.
Ma qui si parla di libri.
Quindi prendo in prestito una tabella pubblicata da booksblog.it contenente le scommesse dei bookmakers inglesi e noto che il favorito di quest'anno con un 4\1 è lo scrittore israeliano Amos Oz (per buona pace degli iraniani), seguito da Assia Djebar, scrittrice algerina.
Philip Roth, forse il più indicato per ricevere questo premio (da me almeno) è soltanto in quinta posizione con un 7\1.
Gli italiani? I favoriti secondo i bookmakers sono sempre due: Claudio Magris, autore tra l'altro di Microcosmi e che l'anno scorso era il superfavorito con un 3\1, quest'anno è dato 9\1 insieme a Antonio Tabucchi (Sostiene Pereira, Notturno indiano).
Nella tabella scorgo due tra i miei autori preferiti Thomas Pynchon e Don DeLillo esponenti del cosiddetto postmodernismo di cui alcuni intellettuali, tra cui Umberto Eco, discutono ammettendo i limiti della definizione e di come viene comunemente percepito in ambito filosofico e letterario. Ma questo è un altro discorso.
Non sempre l'Accademia Svedese premia le tendenza letterarie e se lo fa di solito è in ritardo, quando sono già storicizzate. Inoltre Pynchon è noto per la sua avversione a farsi vedere in pubblico e non andrebbe mai in Svezia a ritirare il premio.
L'assegnazione del nobel della letteratura ha i suoi rituali e tra questi c'è la fantomatica candidatura di Bob Dylan ogni anno dato per probabile vincitore dai giornali ma che in realtà tanto probabile non è. Sicuramente per i giornalisti è più facile parlare di Bob Dylan che ha una certa notorietà mediatica piuttosto che di Amos Oz o Don DeLillo. Una vittoria del genere, seppur meritata, servirebbe piuttosto a sdoganare una volta per tutte le capacità poetiche dei cantautori.
Non conosco i criteri con cui i famosi bookmakers inglese stilano queste classifiche e neanche quelli utilizzati dall'Accademia Reale Svedese per decidere i vincitori. Quello dei Nobel in fondo è un gioco divertente da seguire e un potente volano per le fortunate case editrici che si ritroveranno il vincitore in catalogo.
Speriamo almeno che non faccia la fine del Grinzane Cavour.
Già da oggi l'Accademia svedese si riunisce per assegnare i premi minori (sono ironico, ma mica tanto).
Si parte dunque dal premio nobel per la medicina, domani il premio per la fisica, il sette la chimica, otto la letteratura, nove per la pace e il dodici verrà assegnato il premio nobel per l'economia.
Ma qui si parla di libri.
Quindi prendo in prestito una tabella pubblicata da booksblog.it contenente le scommesse dei bookmakers inglesi e noto che il favorito di quest'anno con un 4\1 è lo scrittore israeliano Amos Oz (per buona pace degli iraniani), seguito da Assia Djebar, scrittrice algerina.
Philip Roth, forse il più indicato per ricevere questo premio (da me almeno) è soltanto in quinta posizione con un 7\1.
Gli italiani? I favoriti secondo i bookmakers sono sempre due: Claudio Magris, autore tra l'altro di Microcosmi e che l'anno scorso era il superfavorito con un 3\1, quest'anno è dato 9\1 insieme a Antonio Tabucchi (Sostiene Pereira, Notturno indiano).
Nella tabella scorgo due tra i miei autori preferiti Thomas Pynchon e Don DeLillo esponenti del cosiddetto postmodernismo di cui alcuni intellettuali, tra cui Umberto Eco, discutono ammettendo i limiti della definizione e di come viene comunemente percepito in ambito filosofico e letterario. Ma questo è un altro discorso.
Non sempre l'Accademia Svedese premia le tendenza letterarie e se lo fa di solito è in ritardo, quando sono già storicizzate. Inoltre Pynchon è noto per la sua avversione a farsi vedere in pubblico e non andrebbe mai in Svezia a ritirare il premio.
L'assegnazione del nobel della letteratura ha i suoi rituali e tra questi c'è la fantomatica candidatura di Bob Dylan ogni anno dato per probabile vincitore dai giornali ma che in realtà tanto probabile non è. Sicuramente per i giornalisti è più facile parlare di Bob Dylan che ha una certa notorietà mediatica piuttosto che di Amos Oz o Don DeLillo. Una vittoria del genere, seppur meritata, servirebbe piuttosto a sdoganare una volta per tutte le capacità poetiche dei cantautori.
Non conosco i criteri con cui i famosi bookmakers inglese stilano queste classifiche e neanche quelli utilizzati dall'Accademia Reale Svedese per decidere i vincitori. Quello dei Nobel in fondo è un gioco divertente da seguire e un potente volano per le fortunate case editrici che si ritroveranno il vincitore in catalogo.
Speriamo almeno che non faccia la fine del Grinzane Cavour.
venerdì 2 ottobre 2009
L'esordiente, il prof e l'editore mannaro
La storia (de gustibus) non l'ho trovata interessante, indipendentemente dal fatto che da questo libro mi aspettavo tutt'altro.
A livello linguistico la Bardi si diverte a giocare con le parole e sul loro significato. Il problema è che la maggior parte di questi giochi che dovrebbero essere divertenti, ahimè, in realtà non lo sono. Non ho trovato trovate degne di essere ricordate (il livello è più o meno questo).
Ammetto il limite di questo post: non è una recensione perché esprimo giudizi poco oggettivi. Il libro, parlando oggettivamente, è scritto discretamente ed è molto scorrevole. Anche divertente a tratti. Però, soggettivamente, mi aspettavo più organicità e meno pretenziosità linguistiche.
Credo infine che questo romanzo possa essere apprezzato più dalle donne che dagli uomini. Non mi sono sentito parte del target di riferimento.
L'esordiente il prof e l'editore mannaro
di Gloria Bardi
Salani Editore
Se vi interessa queste sono le coordinate IBS
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